L'Irpinia al centro del dibattito politico nazionale, nonostante l'emergenza economica e occupazionale che attanaglia il Paese e il territorio. La mediazione del presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, per l'individuazione delle strategie culturali idonee a rilanciare l'immagine del capoluogo, ha consentito di superare le divisioni partitiche, con l'inaugurazione in forma solenne del Museo del Risorgimento, ubicato nel Complesso Monumentale dell'ex Carcere Borbonico. Taglio del nastro domani alle 16,30, alla presenza della seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Renato Schifani che, alle 15, incontrerà gli amministratori locali a Palazzo Caracciolo, ricevendo una medaglia ricordo. «La sinergia tra le forze politiche - ha spiegato Sibilia nella conferenza stampa di ieri mattina - ha superato gli steccati ideologici, realizzando un accordo bipartisan sulla centralità della questione culturale, per promuovere lo sviluppo dell'intera provincia. Il presidente del Senato ha scelto di essere nel nostro capoluogo, lanciando un segnale politico forte di attenzione alla situazione locale. L'evento avrà così una rilevanza nazionale, facendo conoscere all'Italia il Museo del Risorgimento, che conserva testimonianze documentali ed iconografiche uniche nel Mezzogiorno. L'iniziativa apre in modo solenne al programma di eventi per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della fondazione dello Stato unitario». Un'unità da ricompattare, come ha precisato l'assessore provinciale alla Cultura, Giuseppe Del Mastro, recuperando lo slancio popolare che ha contribuito alla diffusione degli ideali di democrazia e di partecipazione. Il Museo del Risorgimento è restituito alla città dopo i lavori di restauro eseguiti dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno e Avellino, nella raffinata cornice del complesso dell'ex Carcere Borbonico, una struttura penitenziaria di rilevanza europea, realizzata sul modello del panopticon di Jeremy Bentham, con criteri di funzionalità d'avanguardia rispetto agli analoghi luoghi di detenzione. «È motivo di orgoglio - dichiara il Soprintendente, Gennaro Miccio - ricordare il Risorgimento con l'inaugurazione di sale e allestimenti espositivi che ricostruiscono con organicità l'evoluzione del pensiero unitario dei suoi protagonisti irpini, come Francesco De Sanctis, Pasquale Stanislao Mancini, che hanno contribuito alla nascita della nazione». Istituito nel 1967 presso la Biblioteca Provinciale di Corso Europa, il Museo del Risorgimento conserva arazzi pregiati di epoca garibaldina, che dimostrano l'adesione del territorio agli ideali di sovranità popolare con la costituzione dello stato unitario e l'abolizione del Regno delle Due Sicilie. «Un giacimento culturale di straordinario valore storico e letterario - commenta lo studioso Francesco Barra - che conserva testimonianze risalenti ad un periodo compreso tra il 1848 ed 1860. L'ubicazione nel Complesso Monumentale dell'ex Carcere Borbonico dimostra la polivalenza istituzionale e culturale della struttura, che diventa un polo multifunzionale, con percorsi tematici e turistici che promuovono il territorio. Un Museo aperto e dinamico, dotato di moderni supporti audiovisivi, che consentono di promuovere non solo la storia locale, ma anche la proposta culturale del Mezzogiorno». La visita del Presidente del Senato Renato Schifani apre la sfida per lo sviluppo, ha ribadito Cosimo Sibilia. «Avellino sarà la capitale della cultura e della politica, grazie anche alla collaborazione del Comitato scientifico. Gli eventi celebrativi si protrarranno fino alla fine dell'anno».