COMO - Il «cubo» tra la basilica di Sant'Abbondio e il cimitero maggiore: interviene la Soprintendenza ai beni culturali, architettonici e paesaggistici per una verifica. «Sto esaminando la documentazione fotografica di cui dispongo - afferma il soprintendente, Alberto Artioli - e verificherò per quanto è di nostra competenza». Ma esclude che la zona intorno a Sant'Abbondio sia vincolata dal punto di vista monumentale; probabilmente, un certo tipo di costruzione rientra solo in quello che si chiama il canone dell'insindacabile gusto e della sensibilità rispetto al contesto. Per l'assessore all'edilizia privata, Maurizio Faverio, «è tutto regolare», l'iter per il rilascio dei permessi edilizi ha seguito la procedura per la riconversione di un fabbricato produttivo in uno residenziale. Le fotografie dimostrano com'era la situazione prima che il fabbricato fosse demolito e quale sarà «l'ingombro» altezza e larghezza, del nuovo edificio residenziale, che è ancora uno scheletro e perciò sembra ancor più fuori misura. Ma l'edificio, squadrato, piano terra e due piani, non si trova forse nel «cono visivo» della basilica di Sant'Abbondio? I tecnici spiegano, prima di tutto, che questo non significa inedificabilità e, secondo, la millenaria basilica, simbolo della cristianità comense, a partire dall'800, è stata soffocata da una serie di elementi che ne hanno chiuso la visuale. È un monumento «aggredito» da anni di interventi che si sono susseguiti, la ferrovia, la Ticosa, l'impianto di depurazione, l'ampliamento del cimitero, edificazioni private e neppure quando sono stati fatti i piani particolareggiati e di tutela del centro storico e dei borghi, dagli anni '70 in avanti, la zona di Via Regina e la presenza della basilica sono state considerate. C'era già molto. Solo l'anno scorso, di fronte al progetto di edifici del nuovo e naufragato quartiere ex Ticosa, divampò il problema dell'oscuramento della visuale della basilica. Ma fu forse l'unica volta nella storia. Il «cubo» è uno degli esiti e neppure il maggiore del piano regolatore del 2001 e dei successivi provvedimenti: le norme tecniche d'attuazione hanno consentito di abbattere edifici industriali e di ricostruire con la stessa volumetria e lo stesso ingombro nuovi edifici residenziali. Quindi, secondo i tecnici, gli interventi ad alto indice e ad alto impatto rientrano perfettamente nelle norme, fatte con l'obiettivo di promuovere l'economia e lo sviluppo della città che era fermo da molti anni, numerosi i siti ex industriali da recuperare, piccoli e grandi. Per questo, nessun tecnico è sorpreso dalla costruzione di via Regina: ha un padre nel piano regolatore in vigore finchè non sarà operativo il nuovo piano di governo del territorio, atteso da lungo tempo. Ma il fabbricato a cubo, che poggia sul muro di cinta a filo della strada non poteva essere arretrato? Risposta negativa: l'avanzamento fino al filo della strada è un diritto acquisito perché è una costruzione su demolizione di pre-esistenze, le condizioni non sono cambiate e dunque è conforme. In tema urbanistico edilizio, conta la conformità alle norme, non l'inserimento nel contesto. Per questo, niente può essere definito un inserimento fuori luogo. Maria Castelli
COMO - Il cubo di via Regina. Arriva la Soprintendenza
La Soprintendenza ai beni culturali, architettonici e paesaggistici di Como ha iniziato a verificare la documentazione fotografica per valutare la costruzione di un nuovo edificio residenziale a Via Regina, vicino alla basilica di Sant'Abbondio. L'edificio, a cubo, è stato costruito su demolizione di un edificio industriale e rispetta le norme tecniche d'attuazione del piano regolatore del 2001. I tecnici spiegano che la basilica di Sant'Abbondio è stata soffocata da elementi che ne hanno chiuso la visuale, come la ferrovia e l'impianto di depurazione, e che la costruzione dell'edificio non è un'inserimento fuori luogo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo