Arriva la nuova consigliera: dedico la mia nomina alla memoria della Bontempo E' una schiarita tra le ombre del Madre. La nomina di Laura Cherubini nel nuovo CdA del museo di arte contemporanea di Donnaregina, al posto del rinunciatario Lorand Hegyi, mette un punto fermo nella vicenda burocratica. Ma il futuro a via Settembrini è ancora tutto da decifrare. Docente di Storia dell'arte contemporanea all'Accademia di Brera, curatrice perla Biennale di Venezia, critico d'arte, la Cherubini, che, nell'organo amministrativo del Madre, occuperà il posto di Achille Bonito Oliva e farà da vice al presidente, l'assessore regionale, Caterina Miraglia, ha uno stretto rapporto con Napoli che ha frequentato e frequenta, e con i suoi artisti, galleristi e collezionisti. Lo sa che arriva in un clima avvelenato dalle polemiche? «Certo. Ma ognuno risponde per sé. So che si è creato un clima teso. Che ci fosse qualche criticità me n'ero accorta anche quando a settembre ho allestito al Madre la mostra "Trasparenze". Ma il museo è un'istituzione da salvaguardare e io sono a disposizione». Come è maturata la scelta del suo nome? «Nel modo più naturale. Mi hanno chiamata e ho accettato». Dopo le rinuncia di Hegyi... «Hegyi era un'ottima scelta. Aveva già diretto un museo a Napoli. Dopo la sua rinuncia si sono guardati attorno. Avevano una rosa di nonni. Non mi sembra un affare di Stato». Ha già lavorato con il Madre. Come s'è trovata nei panni di curatrice? «Benissimo. Ho lavorato con Mario Codognato che stimo molto». E con il direttore, Eduardo Cicelyn? «Stimo molto anche lui, soprattutto perché ha aperto un museo importante come il Madre». Pure lei, forse più di Hegyi, conosce l'ambiente artistico napoletano. «La frequento da decenni. I miei due ex mariti sono napoletani, tra l'altro. E seguo da sempre molte gallerie, fin dai tempi di Lucio Amelio. Conosco tutti: da Lia Rumma a Trisorio, ad Artiaco, a Di Marino. Non me ne voglia chi non nomino. Napoli nell'arte contemporanea è all'avanguardia e non solo ha grandi artisti, ma anche straordinari galleristi e collezionisti». Proprio il rapporto con i galleristi, sempre tenuti ai margini da Cicelyn, è uno dei nodi della polemica. Con il nuovo Statuto dovrebbero avere un ruolo importante all'interno del Madre. Lei che cosa ne pensa? «Un museo ha un ruolo istituzionale al di sopra del mercato. Ma bisogna ammettere che a Napoli se non ci fossero state gallerie come quella di Amelio, per dirne solo una, l'arte contemporanea non avrebbe avuto il ruolo che ha. Hanno svolto un compito di supplenza che va riconosciuto. L'importante è la trasparenza, l'amore per l'arte e il ruolo delle istituzioni. Tra l'altro, ci tengo a dirle una cosa». Prego. «Voglio dedicare questa nomina a Graziella Bontempo. Avrei voluto vedere lei al mio posto. Graziella è stata una persona che all'arte contemporanea ha dato tutto se stessa». Ha già un'idea per il successore di Cicelyn? «Ma è tutto prematuro. Dobbiamo ancora cominciare». Ma sa che è il centro della querelle? «Guardi, in tutti i musei del mondo ci sono ricambi, anche frequenti. Farò parte di un organo più voci, che prenderà decisioni collegiali. Non so neanche se è necessario un ricambio. Certo non esistono intoccabili. Ma è certo che a un buon direttore deve succedere un altro buon direttore».
Napoli. Cherubini: Salviamo il Madre ma nessuno è intoccabile
Laura Cherubini è stata nominata consigliera del CdA del museo di arte contemporanea di Donnaregina, al posto del rinunciatario Lorand Hegyi. La nomina è stata accettata senza discussioni. Cherubini ha un stretto rapporto con Napoli e con i suoi artisti, galleristi e collezionisti. Ha lavorato con il museo del Madre e ha già diretto mostre. Ha anche lavorato con il direttore Eduardo Cicelyn e con il critico d'arte Achille Bonito Oliva. La sua nomina è stata accolta con scetticismo da alcuni, che vedono un clima teso all'interno del museo. Cherubini ha affermato di non aver voluto la nomina e di aver accettato solo per il museo.
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