Questa volta a lanciare un appello contro i continui e dissennati tagli alla cultura decisi dal governo è stato il cardinal Tettamanzi. Che durante una visita all'Accademia di Brera ha voluto sottolineare come il mondo di oggi sia «incapace di riconoscere il vero valore della cultura». Che per una metropoli come Milano non è «un semplice valore aggiunto», ma un mezzo per far crescere la consapevolezza dell'importanza della persona. Una risposta autorevole a chi sostiene che la cultura non è necessaria, perché non si mangia. Eppure, a Milano si crede alla cultura: l'affollamento di musei, teatri e sale da concerto lo dimostra. In questi giorni, il Teatro Strehler è gremito di un pubblico eterogeneo per età, collocazione sociale, estrazione culturale: riunito per il mozartiano «Flauto magico» con la regia di Peter Brook. A indicarci la strada da seguire è il Piccolo. Che, in uno dei momenti più bui per la cultura italiana, agisce con coraggio e determinazione: firma una co-produzione con il teatro parigino Les Bouffes du Nord e porta a Milano uno spettacolo di Brook. Con una sola azione, ecco una risposta alla sconsiderata politica culturale del governo, ai tagli operati senza alcun criterio di selezione, al provincialismo italiano, all'abbassamento del livello culturale della nostra società, alla cronaca avvilente di questi ultimi tempi. A tutto ciò è necessario dire basta. Non limitandosi al lamento, ma reagendo in modo intelligente. Stilizzazione e rigore e grande musica e immagini semplici e incantevoli: si esce cambiati da questo «Flauto magico». La sua bellezza ci tocca. E alleggerisce il cuore. Come avviene solo nel grande teatro. Un teatro a cui Milano non può e non vuole rinunciare: la grande partecipazione del pubblico ne è una prova Con le decine di Stati europei ed extraeuropei toccati ogni anno dalle sue tournée, il Piccolo è certamente il teatro più internazionale del nostro Paese e il miglior ambasciatore dell'Italia nel mondo. Eppure, deve combattere contro la cecità di uno Stato che gli ha già tolto 500 mila euro di contributo nella passata stagione e che minaccia ora di toglierne più di un milione. Parlare di cifre può essere sgradevole, eppure non dobbiamo dimenticare che l'arte e la cultura si costruiscono con il lavoro quotidiano di molte persone, che comporta l'utilizzo di notevoli risorse. Inutile ripetere alla nostra classe politica che la cultura è un bisogno fondamentale e un nutrimento irrinunciabile per qualsiasi società civile. Ma, allora, poniamo un'altra domanda: Quanto denaro dovrebbe investire lo Stato italiano per promuovere la sua immagine all'estero con la stessa forza positiva che il Piccolo è stato in grado di costruire? Moltissimo, certamente. E molto di più dei finanziamenti ad esso destinati. «Ha da passà 'a nuttata», conclude la celebre commedia di Eduardo De Filippo «Napoli milionaria». Auguriamoci che la notte buia della cultura italiana passi in fretta. E necessario. Grazie all'arcivescovo per avercelo ricordato.
Milano. Tettamanzi e i tagli alla cultura. L'appello del Cardinale
Il cardinale Tettamanzi ha lanciato un appello contro i tagli alla cultura decisi dal governo. Ha sottolineato che la cultura è un mezzo per far crescere la consapevolezza dell'importanza della persona e non un semplice valore aggiunto. Il Teatro Strehler è gremito di pubblico per il Flauto magico di Mozart, regia di Peter Brook. Il Piccolo, teatro parigino, ha firmato una co-produzione con il Teatro Strehler e porta a Milano uno spettacolo di Brook. Questa azione è una risposta alla sconsiderata politica culturale del governo e al provincialismo italiano.
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