Dimenticato lo è stato per più di tre anni, tanto è durato il restauro. Ora Palazzo De Mayo a Chieti ha affidato a Mimmo Paladino il compito di ufficializzare la rinascita, ospitando fino al 30 aprile una sua (bellissima) rivisitazione del simbolo dell'Abruzzo, il Guerriero di Capestrano, oltre a una settantina di opere (dal Carro all'Elmo). Finita la mostra, nel palazzo barocco torneranno le storiche collezioni della Fondazione Carichieti (www.fondazionecarichieti.it). La riscoperta è doppia: poco più in là, al Museo nazionale di Villa Frigerj (tel. 0871.56.82.06), il «vero» Guerriero (IV secolo a.C.) ha trovato una nuova stanza (con graffiti di Paladino) accanto a quelle che già ospitano un bronzo di Eracle di Lisippo.
Il museo dimenticato, Paladino e la rinascita del Guerriero
Dimenticato lo è stato per più di tre anni, tanto è durato il restauro. Ora Palazzo De Mayo a Chieti ha affidato a Mimmo Paladino il compito di ufficializzare la rinascita, ospitando fino al 30 aprile una sua (bellissima) rivisitazione del simbolo dell'Abruzzo, il Guerriero di Capestrano, oltre a una settantina di opere (dal Carro all'Elmo). Finita la mostra, nel palazzo barocco torneranno le storiche collezioni della Fondazione Carichieti (www.fondazionecarichieti.it). La riscoperta è doppia: poco più in là, al Museo nazionale di Villa Frigerj (tel. 0871.56.82.06), il vero Guerriero (IV secolo a.C.) ha trovato una nuova stanza (con graffiti di Paladino) accanto a quelle che già ospitano un bronzo di Eracle di Lisippo.
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