Va in aula l'«archeacondono»: è l'emendamento alla Finanziaria presentato da Franco Conte di Forza Italia che permette ai tombaroli o a chi detiene reperti archeologici senza averli denunciati (come prescrive la legge) con una banale autocertificazione e il ridicolo pagamento allo Stato del 5 del valore stimato di diventare legittimi proprietari del bene. II ministro per i Beni culturali Urbani, diffusa la notizia dal professor Settis (non prima), sì è detto indignato e contrario, ma la sua azione per il ritiro del testo o non c:è stata o è finita nel nulla: all'ordine del giorno alla Camera all'articolo 30 bis c'è proprio l'«archeocondono».
L'ARCHEOCONDONO VA IN AULA URBANI NON LO HA BLOCCATO
Va in aula l'archeacondono: è l'emendamento alla Finanziaria presentato da Franco Conte di Forza Italia che permette ai tombaroli o a chi detiene reperti archeologici senza averli denunciati (come prescrive la legge) con una banale autocertificazione e il ridicolo pagamento allo Stato del 5 del valore stimato di diventare legittimi proprietari del bene. II ministro per i Beni culturali Urbani, diffusa la notizia dal professor Settis (non prima), sì è detto indignato e contrario, ma la sua azione per il ritiro del testo o non c:è stata o è finita nel nulla: all'ordine del giorno alla Camera all'articolo 30 bis c'è proprio l'archeocondono.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo