La riapertura avverrà per gradi. E i tecnici: «Siamo intervenuti rispettando il testo spaziale piacentiniano» Teresa Munari Ancora nessuna data certa per la riapertura al pubblico del Museo della Magna Grecia, chiuso per restauro dal 2009. «I primi a rientrare saranno i Bronzi che hanno bisogno di cure per un altro mese circa assicura la soprintendente Simonetta Bonomi ma non possiamo fare previsioni. Una cosa è certa, procederemo per gradi e ripartiremo dall'alto, dal secondo piano, secondo un filo logico che faccia comprendere meglio la storia di Reggio». Secondo quanto emerso nel corso della conferenza stampa organizzata in Prefettura per illustrare i dettagli progettuali relativi alla ristrutturazione di Palazzo Piacentini, tutto sta procedendo secondo il calendario prefissato e alla fine impresa e progettisti restituiranno alla città uno spazio museale che, pur avendo rispettato in pieno il codice architettonico espresso da Piacentini che lo costruì nel 1928, esprimerà le più avanzate tendenze in materia. A ridosso ormai del 17 marzo, giornata clou delle celebrazioni il prefetto Luigi Varratta, che per l'occasione ha invitato il Governatore Scopelliti, il presidente della Provincia Morabito e il sindaco Raffa, ha organizzato l'incontro per dar modo ai soprintendenti della Calabria Prosperetti, Bianchini e Bonomi, che a vario titolo sovrintendono il territorio calabrese per conto del ministero Beni Culturali di illustrare lo stato dell'arte della ristrutturazione aalla stampa ma soprattutto a Giancarlo Bravi ed Enrico Bentivoglio, coordinatori tecnici della unità di missione che per conto della Presidenza del Consiglio stanno monitorando i lavori finanziati con il budget stanziato per le celebrazioni del 150 della unificazione del Paese. Il Museo nazionale di Reggio Calabria é l'unica struttura museale inserita nel gruppo di 11 interventi decisi dallo Stato per celebrare l'Unità d'Italia. «Una conquista straordinaria - ha ricordato il Prefetto Varratta per una realtà storica che ha un valore assoluto e che quindi tutti noi abbiamo il dovere di preservare e rilanciare». «E noi abbiamo fatto del nostro meglio mettendo in campo una grande squadra ha sottolineato il soprintendente Prosperetti dove funzionari, soprintendenti e progettisti si sono prodigati per una impresa altrettanto straordinaria, che oggi possiamo definire orgoglio e modello fra le opere pubbliche realizzate nel Mezzogiorno d'Italia. Un'opera benedetta dalla fortuna ha ancora il responsabile per la Calabria dei beni architettonici perché inserita in queste propizie celebrazioni che ci hanno consentito di procedere con un intervento frutto di una forte condivisione istituzionale». Forse è presto per cantare vittoria: il budget di 17 milioni di euro si è rivelato insufficiente, ma come ha assicurato Giancarlo Bravi coordinatore tecnico di missione, se pure mancano all'appello 11 milioni di euro la Regione Calabria ha già stanziato 2 mln, ad altri 2,5 ci ha pensato il Mibac e nei giorni scorsi sarebbe arrivata la notizia di altri 5 milioni di euro di cui si farebbe ancora carico la Regione, mentre per i rimanenenti 6 milioni ancora da reperire ho fatto appello al Governo, perchè credo fermamente in questa struttura che considero un autentico fiore all'occhiello del nostro sistema museale nazionale». Fianco a fianco Governatore e sindaco della città hanno convenuto sull'importanza strategica che il museo ristrutturato assumerà per l'economia cittadina. Anzi Scopelliti non ha taciuto la sua ambizione di reggino: « Vogliamo che i bronzi ritornino al target del 1982, quando in un solo anno attirarono ben 1 milione di visitatori». Ha poi anticipato l'impegno della Giunta, decisa ad elaborare una campagna di comunicazione ed informazione dedicata proprio alla riapertura del Museo Nazionale e al rilancio dei Bronzi , esposti con nuovi criteri, anch'essi oggetto d'interesse da parte degli operatori museali. Ma a proposito degli euri mancanti Scopelliti ha riferito di un incontro con il Ministro Fitto, al quale ha evidenziato l'urgenza di fondi per il completamento del restauro che non potrà interrompersi adesso, lasciando incompleto il disegno finale elaborato dai progettisti, fra i più qualificati in cui si poteva sperare. «Alla riapertura ha detto Bianchini, il soprintendente di Vibo il museo della Magna Grecia sarà in pista con un allestimento assolutamente innovativo e con mezzi di comunicazione e tecnologici di ultima generazione».