Aspettano un Vasari dal Louvre. Uno scherzo? No, una mostra. La prima mostra vasariana. Con la Diocesi che mette la freccia e sorpassa in tromba gli eventi più annunciati. Il vecchio Giorgio si stava struggendo all'idea che la sua città si dimenticasse di lui? E invece ecco il primo evento. Si aprirà il 20 aprile, con ingresso dal portone centrale del palazzo vescovile. Cinque sale. Cinque sale strapiene di opere. Una passerella di tutti gli stendardi realizzati da Vasari, a cominciare dal più bello e più famoso, quello della Misericordia. Un viaggio tra opere mai prima in mostra, come il «Cristo nell'orto» dell'eremo di Camaldoli. E tra gioielli in arrivo. «Ci saranno conferma Daniela Galoppi, direttrice del museo diocesano un'opera del Louvre e una in prestito da Tokyo». Tokyo, l'altra delusa: perché la prima mostra sul Vasari loro la inaugurano il 19 maggio. Troppo tardi, l'Arcivescovo Riccardo Fontana apre un mese prima. Con un'operazione che non si ferma alla mostra (titolo «Vasari: santo è bello») ma prevede il via ai lavori del nuovo museo. Lunedì mattina i ponteggi cominceranno a imbracare l'asse di collegamento tra il palazzo vescovile e la Cattedrale. E' la struttura orizzontale che nessuno da anni si era mai filato, anche se fa parte integrante della cittadella della fede. Usata come un deposito e che ora sarà ristrutturata e ambisce a diventare quadreria. Grazie al progetto steso dall'architetto Gianclaudio Papasogli Tacca e al forte contributo di Banca Etruria. «E' il nostro modo spiega il presidente Giuseppe Fornasari di confermare il ruolo di banca del territorio. E grazie all'arcivescovo abbiamo la possibilità di contribuire ad un'operazione reale, non futuribile: immediata partenza dei lavori, inizio della mostra, date certe». Al suo fianco Fontana su richiesta le date le snocciola come un calendario. Questa fase dei lavori durerà quattro mesi. L'allestimento della mostra è già iniziato. L'inaugurazione il 20 aprile, che poi nel calendario della chiesa è anche e soprattutto il mercoledì santo. E sarà aperta fino a dicembre, raccogliendo via via nuove opere. Il resto del progetto procederà per lotti funzionali. «L'architetto Giovanni Raspini ha già steso uno studio di fattibilità per i tre laboratori collegati al museo». Laboratori nei quali ammirare come lavorino gli orafi (un po' come i maestri vetrai fanno a Murano) ma in attesa di ghiotte commesse. Perché saranno orientati tutti sul fronte del restauro: oro, argento, tessuti. «Solo nel patrimonio della nostra chiesa abbiamo migliaia di oggetti da far sistemare: qui troveranno il loro sfogo». Prima di essere messi in mostra con gli altri. In una struttura di oltre tremila metri quadrati, sviluppata su più piani, con ingresso sempre dal portone centrale del palazzo vescovile. «E nel quale daremo lavoro almeno a venti persone». Studiosi dell'arte, custodi e quant'altro. Con tanto di allestimento del giardino all'italiana, spazi per i bambini e una caffetteria per gli adulti. Un caffè per tutti. Compreso Vasari: sempre che si spicci ad arrivare dal Louvre. Arrivi da Tokyo La mostra, oltre alla collezione di tutti gli stendardi vasariani, avrà un'opera in arrivo dal Giappone Caffetteria C. Sui tremila metri quadrati del museo ci saranno uno spazio giochi per bambini e spazi ristoro in giardino.
AREZZO - Vasari a sorpresa: apre la prima mostra. Dal 20 aprile in episcopio, opere anche dal Louvre.
La Diocesi di Siena ha annunciato la prima mostra vasariana, che si aprirà il 20 aprile con cinque sale strapiene di opere, tra cui il Cristo nell'orto dell'eremo di Camaldoli. La mostra sarà aperta fino a dicembre e sarà preceduta da lavori di restauro e ristrutturazione del palazzo vescovile, che sarà trasformato in museo. La mostra sarà anche l'occasione per presentare un'opera in prestito dal Louvre e una dal Giappone. Il progetto prevede anche la creazione di laboratori per il restauro di oggetti d'arte, tra cui oro, argento e tessuti. La mostra sarà inaugurata dall'Arcivescovo Riccardo Fontana e sarà aperta al pubblico.
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