Il blitz dei militari dopo gli accertamenti. Si era costruito la propria villa a ridosso del centro storico di Ardea, con tanto di giardino intorno e reperti archeologici a dare ornamento alla propria tenuta. Già perché non aveva tenuto in considerazione il fatto che il terreno sul quale era stata realizzata la villa non aveva destinazione residenziale, anzi era vincolato perché all'interno dell'area archeologica Casarinaccio. La scoperta è stata compiuta dai carabinieri della tenenza di Ardea, guidati dal luogotenente Antonio Landi. I militari si sono accorti dell'esistenza della villa in fase finale di realizzazione a seguito di una serie di controlli più approfonditi sul territorio rutulo. La costruzione infatti non è ben visibile dalla strada principale (via dei Rutuli), essendo su una piccola traversa di via Crispi, la strada su cui si trova l'ufficio tributi del Comune di Ardea. Accortisi della presenza dell'immobile, insistente su un'area vasta circa 3 mila metri quadrati, i militari dell'Arma hanno eseguito accertamenti più approfonditi, arrivando così a scoprire che il terreno sul quale era stato costruito l'immobile (grande circa 100 metri quadrati) era sotto vincolo archeologico del Ministero dei Beni Culturali. L'edificazione abusiva infatti si trova proprio a ridosso degli scavi di Casarinaccio, quel complesso archeologico ben visibile sotto la Rocca di Ardea. Il sito archeologico di via dei Rutuli è un complesso monumentale composto da una basilica e un tempio rinvenuti in località Casarinaccio tra il 1926 e il 1934. La basilica, completamente scavata da un gruppo di studiosi svedesi tra il '32 e il '34, è databile tra il 100 e l'80 a.C. e si affacciava probabilmente sul foro di Ardea. Il tempio, di cui rimane solo il podio, è stato oggetto di studio di Enrico Stefani negli anni Cinquanta. Gli scavi sono tuttora in corso ad opera dell'archeologo Francesco Di Mario e l'amministrazione comunale ha già previsto il restauro del sito. I carabinieri al termine delle indagini hanno proceduto alla denuncia a piede libero per reato di abusivismo edilizio su area con vincolo archeologico nei confronti del proprietario del terreno e dell'immobile. Un'operazione scattata in tempo prima che l'immobile fosse interamente realizzato: i lavori infatti erano praticamente terminati, ad esclusione dell'arredamento e dell'allestimento di porte e finestre. Ora però a meno di clamorose rivelazioni che facciano risultare regolare l'immobile sarà necessaria una nuova demolizione (l'ennesima per il comune di Ardea) per liberare l'area archeologica.
LAZIO - Un abuso archeologico. Villa edificata su un terreno vincolato dai Beni culturali: scattano i sigilli.
I carabinieri della tenenza di Ardea hanno scoperto una villa abusivamente costruita a ridosso del centro storico della città, in un'area vincolata archeologica. La villa era stata costruita senza considerare il fatto che il terreno non aveva destinazione residenziale, ma era vincolato per l'area archeologica Casarinaccio. I militari hanno eseguito accertamenti e scoperto che il terreno su cui era stata costruita la villa era sotto vincolo archeologico del Ministero dei Beni Culturali. La costruzione abusiva è stata denunciata e il proprietario del terreno e dell'immobile è stato avvertito. La villa non è stata ancora demolita, ma è necessaria una nuova demolizione per liberare l'area archeologica.
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