Il Ministero ha stanziato nel 1999 circa 67 miliardi di vecchie lire per i nuovi Uffizi. Un fondo che se non investito entro aprile rischia di tornare al mittente. Ma in questi anni in Sovrintendenza si sono dati da fare. L'assessore Biagi qualche giorno fa si domandava «che cosa avesse fatto finora la Sovrintendenza oltre a creare intralci al progetto Isozaki»; la risposta arriva da Lolli Ghetti: «Nel passato fino a quando me ne sono occupato io per gli Uffizi abbiamo realizzato ad esempio le sale d'accoglienza, tutto il settore del piano terreno, tantis-simi altri interventi oltre alla sistemazione della della biblioteca Magliabechiana. Tutte operazioni portate a termine anche pri ma del '99». «Valentino si è trovato davanti a una valanga di impegni ma sicuramente ce la farà». Il sovrintendente regionale per i Beni e le attività Culturali Mario Loìli Ghetti torna sulla questione nuovi Uffizi. Ci tiene a precisare quello che è stato il suo operato quando ricopriva l'incarico del sovrintendente ai Beni Architettonici Valentino e non vuole assolutamente entrare in polemica con nessuno. Fatto è che il primo ad aver ricevuto i fondi ministeriali per la realizzazione dei nuovi Uffizi è stato proprio lui e dunque qualche spiegazione è d'obbligo. «Fino a quando sono stato Sovrintendente mi sono occupato di quel che potevo per quanto riguarda la progettazione dei nuovi Uffizi - sottolinea Lolli Ghetti -. Prima di andar via avevo curato il progetto esecutivo di impiantistica. Abbiamo risistemato i bagni nel piano interrato insieme ai nostri collaboratori e agli architetti Mazzoni e Godoli. Il progetto era esecutivo, tutto è andato in gara e non c'è stato nessun problema». Poi è arrivata la grana del progetto complessivo, quello che ora pretende il direttore generale del ministero dei Beni Culturali Roberto Cecchi. «Si doveva procedere già all'epoca con questo progetto generale degli Uffizi - spiega il Sovrintendente per i Beni e le Attività Culturali - ma si tratta di un progetto per niente semplice da realizzare. Bisogna disporre di attrezzature e personale, ma come ha sottolineato nei giorni scorsi il sovrintendente Valentino non ci sono sufficienti mezzi tecnici». Ora però il tempo stringe e diminuiscono le possibilità di un appalto unico dei lavori in tempo utile. Ma ieri anche il sovrintendente al polo museale Antonio Paolucci ha smorzato la polemica, i nuovi Uffizi si faranno. Per il progetto unitario invece si vedrà. «Naturalmente il direttore generale del ministero dei Beni Culturali richiede un progetto unitario - ribadisce Lolli Ghetti -. L'idea è un progetto esecutivo che vada in appalto tutto insieme, ma penso che alcune parti di più semplice realizzazione potrebbero essere stralciate dal documento e messe a gara subito per velocizzare lo stato dei lavori. Quando sono stato promosso al mio nuovo incarico eravamo già pronti per partire, poi l'architetto Valentino è stato impegnato nella dif-ficìlissima organizzazione della nuova Sovrintendenza e quindi ha avuto altri note voli impegni oltre alle tante questioni da risolvere in una città come Firenze. Ma penso che ce la farà e porterà a termine il suo compito». Il sovrintendente Lolli Ghetti preferisce poi tornare su un terreno meno spinoso e auspica una piccola riforma per l'ingresso ai musei con l'istituzione di un biglietto cumulativo. Il ticket unico è una questione in ballo già da anni, il sindaco Domenici l'ha inserito nel piano strategico approvato quest'anno in consiglio comunale. «Sicuramente ogni museo dovrebbe costare per quello che offre quindi le distinzioni sono necessarie - spiega Lolli Ghetti -. Tuttavia una «cosa buona sarebbe avete un biglietto cumulativo per poter visitare tanti musei. Questo succede ad esempio già a Napoli. Penso che la soluzione migliore sia una convenzione tra le aziende di trasporto pubblico e un accordo tra i musei statali e i musei comunali».