Sarà perché qualche volta lo attanaglia la nostalgia per i tempi andati, quando da Palazzo Balbi, sede della regione, governava il Veneto. Oppure sarà perché, nell'attesa di sostituire il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, comincia a scaldare i muscoli, tanto per farsi trovare pronto quando arriverà la chiamata del cavaliere, alias Silvio Berlusconi. Così Giancarlo Galan, ministro delle politiche agricole, ieri, da Via XX Settembre, ha lanciato un comunicato che sembra essere stato vergato dal portavoce del Collegio romano: «Sono venuto a conoscenza di quanto compiuto da qualche teppista a danno del monumento Memoria e Luce, progettato e costruito dal grande architetto Daniel Libeskind a ricordo della strage avvenuta con la distruzione delle Torri Gemelle», si legge nella nota. Il ministro non manca di notare che l'episodio vandalico si è verificato «a Padova, in un luogo fra i più altamente simbolici della mia amatissima città perché spazio vicinissimo alla Cappella degli Scrovegni e a tutti i grandi monumenti che fanno di Padova una delle città più affascinanti del nostro paese». Né dimentica di dare una pennellata bipartisan allo sdegno per «l'ignobile vandalismo contro un monumento, la cui realizzazione fu sostenuta dai sindaci Giustina Destro (Pdl primo cittadino fino al 2004, ndr) e Flavio Zanonato (Pd, -attualmente in carica). Ma il piccolo capolavoro di diplomazia realizzato da Galan è stato quello di ricordare che «Memoria e Luce fu inaugurato dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano». Con un richiamo proprio a quel capo dello stato che sarà chiamato a firmare il decreto che sancirà il trasferimento dell'ex governatore del Veneto al ministero dei beni culturali Galan, insomma, con il comunicato, ha preso più di due piccioni. Tanto da permettersi, di lanciare un messaggio urbi et orbi a regione Veneto, comune di Padova, istituzioni pubbliche e private perché facciano «fronte a ciò che risulterà necessario per restaurare le parti danneggiate di un memoriale voluto a condanna eterna di ogni forma di terrorismo».