Bossi come Caravaggio. L'ardita tesi viene sostenuta prima da Vittorio Sgarbi e poi dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi venuto a inaugurare la mostra «Gli occhi di Caravaggio» al Museo Diocesano, curata dall'esuberante critico d'arte ex assessore alla Cultura del Comune. «Bossi come Caravaggio dice Sgarbi si forma a Milano ma deflagra a Roma». E il premier, dopo avergli dato del «birichino», rincara la dose: «Bossi prima preparò qui la Padania, poi andò a Roma e cambiò tutta la politica italiana». Lezioni d'arte e politica quindi, davanti a una affollata platea ( fra i tanti Massimo Ponzellini, Salvatore Ligresti, il prefetto Gian Valerio Lombardi, Alba Parietti, Francesco Saverio Borrelli) e con un centinaio di persone in coda per entrare al Diocesano che festeggia i suoi primi dieci anni. Berlusconi si lamenta del cerotto sul viso («girai uno spot quando non avevo il cerotto sul viso e non ero bruttissimo»), si mostra preparato sul Caravaggio e poi dichiara di credere molto nell'arte, visto che «le imprese si possono portare in Cina, mentre le opere restano qui». Non c'è contraddittorio con la stampa, impossibile quindi chiedergli il perché di tanti tagli alla cultura. L'arte, ribadisce lui, attira turisti. E «turismo e sanità sono gli unici settori in continua crescita nel nostro Paese. Certo nel turismo eravamo i primi al mondo, poi ci hanno sorpassato gli altri, e ora dovremo recuperare. Siamo a19,6 per cento del Pil, ma l'obiettivo è del 20. Un compito che abbiamo affidato al ministro del Turismo, ministero che era stato abolito dai precedenti Governi». Sgarbi invece invita Berlusconi a prendere l'interim dei Beni Culturali sostituendo lui stesso Sandro Bondi. E in effetti durante il veloce tour della mostra, fatto con Sgarbi e il presidente della Regione Formigoni, Berlusconi dimostra di saper apprezzare le opere in mostra. Tanto da chiudere la sua presentazione invitando tutti, non prima di aver chiesto perdono al clero presente, «a telefonare anche alle ex fidanzate e agli ex fidanzati per fare pubblicità alla mostra».