«Il taglio di 27 milioni al Fondo unico dello spettacolo (Fus) dell'altro ieri e quello emerso ieri di altri 50 ai fondi ordinari del ministero sono di una gravità inaudita. Di fatto vanificano ogni possibilità di ripartire il Fus e mettono in difficoltà anche solo la tutela del nostro patrimonio archeologico e dei musei». A lanciare l'allarme è il sottosegretario Francesco Maria Giro, nel corso della presentazione ieri mattina, della 19a «Giornata Fai di primavera». «Abbiamo un patrimonio straordinariamente ricco e quando lo celebriamo abbiamo un immediato riscontro popolare ed economico continua Giro ma non una conseguente e consapevole condotta politica». Il sottosegretario scende poi in dettaglio, elencando conseguenze e pericoli degli ultimi tagli. «Il congelamento dei 27 milioni del Fus di fatto corrisponde a un taglio e vanifica ogni ripartizione - spiega . Teatri, cinema, fondazioni lirico-sinfoniche hanno bisogno di quei soldi oggi, al massimo domani, non a gennaio 2012. Avevamo fatto una spacchettatura del Fus contando su 258 milioni. Da ieri sappiamo che ne avremo 231, quindi sarà una ripartizione ulteriormente al ribasso». In particolare, spiega, fino a ieri «il settore musica aveva subito tagli passando da 56 a 35 milioni, la lirica da 196 a 122, la danza da 9 a 5, il teatro da 67 a 42, il cinema da 76 a 47. Oggi queste cifre dovranno essere ulteriormente tagliate del 10». I tagli rispetteranno la ripartizione in percentuale nei vari settori, come stabilito dal regolamento del Fus. Ma il congelamento, prosegue Giro, «impedisce anche l'entrata in vigore» di riforme come il decreto Bondi per le fondazioni lirico sinfoniche «che aveva bisogno di un periodo di transizione sufficiente a gestire il passaggio» e i provvedimenti per i finanziamenti al cinema a favore, ad esempio, delle opere prime «con due articoli che avevano incontrato anche il favore dell'opposizione e per i quali avevamo indicato un periodo necessario di 2-3 anni». La preoccupazione è anche per le prossime mosse del governo. «Ieri i fondi per il Fus erano 258 milioni, oggi sono 231. Quanti saranno domani 200? 198?», domanda il sottosegretario. Quanto ai tagli emersi oggi, frutto della stessa norma sulla vendita dei diritti d'uso delle frequenze, «mettono in difficoltà la sopravvivenza dei beni, la tutela del patrimonio archeologico, i musei» con fondi ridotti ad appena «100 milioni di euro al netto dei costi fissi. Intanto l'Accademia di Santa Cecilia prova a percorrere una nuova strada, quella della fruizione della musica via Internet. Dalla collaborazione con Telecom Italia, è nata così «PappanoinWeb», un ciclo di tre appuntamenti tutti trasmessi sul web, gratuitamente, che vede protagonista il maestro di fama internazionale Antonio Pappano nella duplice veste di direttore e pianista.
È a rischio anche il patrimonio archeologico L'allarme lanciato dal sottosegretario Francesco Maria Giro
Il sottosegretario Francesco Maria Giro ha lanciato un allarme per i tagli del Fondo unico dello spettacolo (Fus) e dei fondi ordinari del ministero. I tagli di 27 milioni al Fus e di altri 50 milioni ai fondi ordinari mettono in difficoltà la tutela del patrimonio archeologico e dei musei. Giro ha elencato le conseguenze e i pericoli degli ultimi tagli, tra cui il congelamento dei fondi per i teatri, i cinema e le fondazioni lirico-sinfoniche. I tagli rispetteranno la ripartizione in percentuale nei vari settori, ma il congelamento impedisce l'entrata in vigore di riforme come il decreto Bondi per le fondazioni lirico sinfoniche.
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