Il mondo dello spettacolo è in rivolta per l'ulteriore assottigliamento del Fondo Unico dello Spettacolo, già ridotto a 258 milioni di euro per il 2011, dopo il congelamento di altri 27 milioni di euro annunciato giovedì. Molti scenderanno domani in piazza, a Roma e nelle altre città italiane che partecipano al «Costituzione day» per chiedere, come fa sapere l'associazione Centoautori, «una volta per tutte, quanti soldi ci sono per il Fus quest'anno, e come si intende investirli. Ma a chi chiedere? Ad un Ministro che per sua ammissione non vuole più occuparsi del Ministero per cui viene pagato dagli italiani?». Il ministro Sandro Bondi infatti torna a sottintendere la sua uscita di scena e si schiera a fianco del mondo della cultura per i previsti tagli: «Comprendo la preoccupazione e la delusione del mondo della cultura. A questo punto posso solo confidare che mi succederà a breve abbia l'autorevolezza e la forza di porre rimedio». Intanto le iniziative si moltiplicano: mentre ieri i lavoratori del Teatro Regio di Torino hanno occupato la sala in cui si teneva la conferenza stampa di presentazione dei Vespri siciliani con una bara coperta dalla bandiera tricolore, il Presidente dell'Accademia di Santa Cecilia Bruno Cagli ha annunciato le sue dimissioni: «Io non posso più tagliare i costi. Finora sono riuscito a portare il bilancio in pareggio, ma non posso tagliare oltre. Rispetto al 2009 i contributi pubblici sono diminuiti del 46 e ora sono a rischio posti di lavoro. Ormai riusciamo con grande difficoltà a fare attività culturale, ci occupiamo solo della sopravvivenza e di come trovare soldi». Cagli ha ricordato che in Italia per la cultura viene speso lo 0,18 delle risorse e si è detto stupito del silenzio di altri enti e sovrintendenti: «Mi aspettavo delle loro reazioni, ma sento solo il silenzio». A parlare è il sovrintendente del Carlo Felice di Genova, dove i tagli rimettono in discussione il piano di salvataggio. «Basta avere il coraggio di dire che si vuole chiudere - è l'amaro commento di Giovanni Pacor -. Volta per volta cerchiamo di trovare quello che manca, ci avviciniamo all'obiettivo e arriva un'altra mazzata». E di «volontà di infierire» parla anche Giulio Scarpati, presidente del Sindacato Attori Italiano. Mentre si annuncia un'altra mobilitazione a favore della cultura e dello spettacolo e contro i tagli ai finanziamenti pubblici, Tre Giornate promosse per il 26, 27e 28 marzo da Agis, Federculture, Anci, Upi e Conferenza delle Regioni.