Mussomeli. "Giù le mani dai cipressi del cimitero". L'altolà stavolta non arriva da semplici cittadini né dalle forze politiche avverse all'amministrazione Calà, bensì dal consigliere nazionale di Italia Nostra, Leandro Janni che diffida ufficialmente gli amministratori dal tagliare i sempreverdi. Scrive l'architetto Janni nel sito di Italia nostra: "Nell'area del Camposanto di Mussomeli sono stati programmati nuovi lotti cimiteriali che il Comune intende concedere a privati cittadini per la realizzazione di tombe e cappelle gentilizie. Il problema è questo: per la realizzazione delle tombe e delle cappelle, è previsto l'espianto di quasi tutti gli alberi presenti, magnifici e rigogliosi esemplari di cipresso. Un vero e proprio "bosco", elemento qualificante del Cimitero di Mussomeli e del paesaggio circostante. Noi di Italia Nostra ci opponiamo decisamente a questa soluzione, ritenendo improprie e scriteriate le ipotesi progettuali che prevedono la cancellazione dell'importante patrimonio arboreo presente. Pertanto, invitiamo i tecnici e l'Amministrazione comunale di Mussomeli a rivedere il progetto di ampliamento del locale Cimitero, diffidandoli dal compiere un gesto privo di senso e di rispetto per la natura e la storia. Auspichiamo, altresì, un intervento finalizzato alla tutela dei luoghi da parte della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Caltanissetta". Il consigliere nazionale ricorda poi che: "Associato al culto dei morto fin dall'antichità, il cipresso era simbolo di vita eterna in alcune civiltà orientali. In ambito cristiano, il cipresso, insieme alla palma, al cedro e all'ulivo, è ritenuto uno dei quattro legni con cui fu costruita la croce di Gesù Cristo. Noi conosciamo il cipresso (Cupressus sempervirens) come l'albero tipico dei cimiteri, dei nostri cimiteri: le sue radici, come quelle di tutti gli alberi, hanno estensione e sviluppo corrispondenti a quelli dei rami. Quindi, nel caso del cipresso, scendendo a fuso nella terra in profondità invece che svilupparsi in orizzontale (come per le querce e gli altri alberi a chioma larga), non danno luogo a interferenze con le sepolture circostanti. Un albero sempreverde, compatto e dotato di una bellezza austera e dolente". La presa di posizione di Italia Nostra fa seguito alla sollevazione capeggiata da diversi consiglieri dell'opposizione che ritengono vandalica la scelta degli amministratori di abbattere i cipressi. Dal canto suo, l'assessore al ramo Sebastiano Sorce, ha sempre chiarito che l'abbattimento riguarderà soltanto i cipressi che si trovano nell'area destinata ad accogliere le nuove tombe, richiamando il fatto che, dopo venti anni, si sta dando risposta alle richieste dei cittadini. La vendita dei lotti per altro era stata prevista dal commissario regionale e quindi l'amministrazione Calà sta proseguendo su quella scia e non c'è nessuna volontà vandalica come dimostra il fatto, che per salvare la quarantennale palma di piazza Umberto, si spesero centinaia di euro per il suo trapianto nel parco urbano. Roberto Mistretta 11032011