SETTORE CHIAVE IN CRISI. Domani la protesta Napolitano: scuola e università restino investimenti prioritari ROMA Piove sul bagnato: i tagli - o le risorse «congelate», per usare il termine tecnico - per il complesso della cultura assommano in totale a 77 milioni di euro. Ai 27 dell'altro ieri - per il Fondo unico dello spettacolo (Fus) - se ne sono aggiunti ieri, nuova «amara sorpresa», altri 50 che riguardano l'intero comparto gestito dal ministero dei beni culturali. E se il ministro Bondi - al suo primo intervento dopo le notizie - alza la braccia e spera che il suo successore (a breve), sappia «rimediare e invertire la situazione», il mondo dello spettacolo è in rivolta totale e punta alla manifestazione di domani come momento principale per rovesciare la situazione. La Uil beni culturali - parla del del congelamento di 70 milioni: una mazzata che, per il sindacato, significa «la paralisi operativa di tutta l'attività istituzionale del ministero beni culturali». E a riconoscerlo è lo stesso sottosegretario Francesco Giro: con i tagli è in crisi l'intero settore. Per il Fus poi scende nel dettaglio ricordando che, rispetto alle vecchie risorse, la musica è scesa da 56 a 35 milioni, la lirica da 196 a 122, la danza da 9 a 5, il teatro da 67 a 42, il cinema da 76 a 47. E non basta: oggi queste cifre saranno essere ulteriormente tagliate del 10. Uno sfacelo, senza appunto parlare dei 50 milioni per tutto il resto che significa - sempre per Giro - mettere in difficolà la sopravvivenza dei beni, la tutela del patrimonio archeologico, i musei. L'opposizione e il mondo dello spettacolo promettono una battaglia durissima. MONITO DI NAPOLITANO. Intanto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rivolto un monito a favore di «investimenti prioritari» a favore di formazione e occupazione giovanile. «Occorre prestare ascolto alle pressanti richieste provenienti dal mondo giovanile e fornire risposte concrete a generazioni di studenti che troppo spesso vedono ostacolato il percorso di crescita personale e professionale e vanificate la fiducia e la speranza che hanno motivato il loro impegno nello studio».