Santa Margherita. Nuovo porto e riqualificazione dell'area a sud dell'approdo, arriva la bocciatura del Fai nazionale. Il Fondo ambiente italiano dice no al piano da 70 milioni di euro della "Santa Benessere Social srl" . Il giudizio è tranciante: «Il progetto, dopo un'attenta disamina, trova il Fai fortemente contrario». Il Fai muove il ragionamento da uno sguardo più allargato, rispetto al solo progetto del porto. «Prima ancora di affrontare la questione dell'impatto ambientale e paesaggistico - scrive Costanza Pratesi, responsabile dell'Ufficio ambiente e paesaggio - vogliamo evidenziare come la differenza sia anzitutto "culturale" prima che "fisica": alla radice infatti c' è la scelta sul futuro di Santa Margherita e sul rapporto con il proprio passato. Si intende davvero dare vita ad uno sviluppo per la città che, passo dopo passo, rinunci e dimentichi la propria identità o si intende costruire uno sviluppo sul rafforzamento di quest'identità?». E ancora: «La scelta di trasformare il "porto rifugio" di Santa Margherita in un "porto turistico" comporta uno stravolgimento dell'identità stessa della città ed è su questo che vorremmo portare il dibattito. La baia, che oggi è aperta verso il mare con un porticciolo da vecchio borgo, mutando in porto turistico si chiuderebbe molto di più su se stessa e modificherebbe radicalmente l'immagine della stessa città. È questo, dunque, quello che si vuole?». Il rimando del Fai è al Piano territoriale di coordinamento paesistico della Regione che classifica l'area dell'intervento come area urbana di mantenimento. «In quel Piano - continua il Fai - viene prescritto "di evitare che vadano perdute quelle testimonianze dell'assetto preesistente"». Da qui, la presa di posizione del Fai. «La domanda è: cosa vuol diventare Santa Margherita?». E lo stesso Fai apre a un dibattito, da realizzate in città, «per proporre visioni alternative da contrapporre allo stravolgimento del porto». Il "no" del Fai arriva a pochi giorni dalla riunione pubblica - convocata dal Comune per lunedì sera, alle 21, all'Auditorium Santa Margherita - con la presentazione del progetto alla città. E il sindaco Roberto De Marchi annuncia di voler incontrare al più presto gli assessori regionali Renata Briano e Marylin Fusco e il presidente Claudio Burlando. Altro fronte caldo: Marco Delpino, coordinatore di "Gente di Liguria" ha denunciato nei giorni scorsi un clima di «intimidazioni» contro chi si è schierato contro il porto. Interviene, su questo punto, Laura Fravega, il consigliere comunale di maggioranza che s'è appena cancellata dal gruppo Facebook "Difendi Santa-No porto". «Io non mi ci sono mai iscritta, ma misteriosamente era comparso il mio nome - sostiene - E non sono la sola, visto che lo stesso "incidente"è capitato a una ventina di altre persone che, come me, si sono poi cancellate. Io sono iscritta al gruppo "Lasciamo fuori la politica da Facebook", il che è tutto dire». Ieri sul caso porto sono intervenuti anche Stefano Roggero (Federazione Sinistra), Aurora Rondini (segreteria Prc) e Luca Vezzali (segreteria Pdci) delle rispettive Federazioni TigullioGolfo Paradiso, oltre a Gianluca Cecconi, segretario Prc di Santa Margherita. Hanno sottolineato la necessità di analizzare nel dettaglio il progetto, approfondendo tutti i punti di vista: «Concretamente a Santa Margherita il primo atto sarà quello di dare voce ai lavoratori. Organizzeremo già sabato un presidio sul molo di Sant'Erasmo per dare parola a tutti coloro che nel porto lavorano o vorrebbero lavorare, ma anche a tutti i cittadini che vorranno partecipare per sottoporre idee e bisogni».
LIGURIA - Il Fai boccia il porto di "Santa"
Il Fondo ambiente italiano (Fai) ha bocciato il progetto "Santa Benessere Social srl" per la riqualificazione dell'area a sud dell'approdo di Santa Margherita. Il progetto, che prevede la costruzione di un nuovo porto e la riqualificazione dell'area, è stato considerato "culturale" piuttosto che "fisica" e ha ricevuto il "no" del Fai. Il Fai ha evidenziato che la scelta di trasformare il porto in un "porto turistico" comporterebbe uno stravolgimento dell'identità della città e che la baia si chiuderebbe su se stessa.
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