Italia Nostra all'attacco della Fondazione Torriglia di Chiavari. «La collina delle Grazie rischia di essere cementificata, la Fondazione vuol vendersi anche la casa del marchese Pietro Torriglia». Lo denuncia Giovanni Gabriele, consigliere nazionale, già presidente ligure, dell'associazione ambientalista, preoccupato che i vincoli e l'inalienabilità dell'edificio non siano confermati e che la speculazione edilizia stravolga la collina. Un anno e mezzo fa il presidente della sezione Tigullio di Italia Nostra, Annamaria Castellano, aveva presentato un esposto per accertarsi che la casa del marchese, antico edificio immerso nel verde e vincolato dalla Soprintendenza, non venisse venduta. «In passato - dichiara Gabriele - erano stati portati avanti alcuni progetti che ci hanno molto preoccupato perché mirati a realizzare una vera e propria speculazione edilizia». L'intervento al quale fa riferimento Gabriele risale al 2002, in quell'anno la Fondazione Torriglia (cui fa capo la casa di riposo di via Preli) presentò un progetto per costruire una carrozzabile che dall'antico tracciato dell'Aurelia, a valle della galleria, avrebbe violato la pineta per raggiungere una manciata di rustici. Regione e Comune dissero sì, ma la Soprintendenza si oppose, bloccando tutto. Ora è proprio alla Soprintendenza che Italia Nostra si appella per non vedere «una delle più belle zone naturali di tutto il Tigullio, facente parte del sito di interesse comunitario del Monte di Portofino, oggetto di speculazioni e cementificazioni»