La mappa per ritrovare la nostra storia parte dal Quirinale, nato nel 1583 ROMA - «Un paese che non riconosce la propria identità è un paese che ha perso il senso di ciò che è, e dunque un paese che non può definire ciò che sarà». È netto il giudizio di Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fai, sui rischi che corre unItalia distratta, senza memoria delle sue radici dal punto di vista della storia e del patrimonio culturale. Per questo il Fondo Ambiente Italiano propone, per il tradizionale appuntamento con la primavera, unedizione speciale dedicata ai 150 anni dellUnità dItalia: tra i 660 monumenti aperti per loccasione è stato selezionato un tour attraverso 150 gioielli dellarte che rappresentano una testimonianza del difficile percorso che ha portato alla riunificazione del paese. La mappa che consente di ritrovare, assieme allidentità, unidea di futuro parte dal Quirinale e dalla storia che lo ha visto nascere, nel 1583, come dimora pontifica per poi diventare palazzo reale dei Savoia e infine sede del presidente della Repubblica. In occasione della diciannovesima Giornata di Primavera, sostenuta anche questanno da Wind, il 26 e il 27 marzo si potranno visitare la Biblioteca del Piffeti, la Sala della Dame e la sala degli Arazzi. Poi, risalendo la penisola, si vedranno pergamene e incunaboli nella settecentesca ala del convento dei padri domenicani dove ha sede larchivio di Modena, il primo a diventare statale tra il 1860 e il 1863 («Gli archivi sono un luogo della memoria e spesso della bellezza, è un delitto considerarli un semplice deposito di carte», ha ricordato il vicepresidente del Fai Marco Magnifico). E la cascina Guiccioli a Ravenna, dove la sera del 4 agosto 1849 morì Anita Garibaldi, in fuga dopo la caduta della Repubblica Romana. In Liguria si potrà visitare la fortezza del Priamar, costruita nel 1542 sullomonimo promontorio, dove Carlo Felice di Savoia fece rinchiudere Giuseppe Mazzini che, in cella, ideò il programma della Giovine Italia. In Lombardia saranno a disposizione del pubblico il castello di San Giorgio, eretto da Francesco I Gonzaga alla fine del Trecento e usato come carcere dal governo austro ungarico che vi imprigionò i martiri di Belfiore (Enrico Tazzoli, Carlo Poma, Tito Speri) e Felice Orsini, che riuscì a evadere. In Piemonte si apriranno le porte dei castelli Tapparelli di Lagnasco e dAzeglio, una dimora tardo medioevale con soffitti dipinti e intagliati che nellOttocento è stata la residenza di Emanuele Tapparelli dAzeglio, ministro plenipotenziario degli Stati sardi allestero. Scendendo verso Sud il percorso passa per Villa Bonaparte a Porto San Giorgio, nelle Marche, una residenza neoclassica circondata da un vasto parco in cui soggiornò Girolamo Bonaparte, fratello di Napoleone, tra il 1829 e il 1832, prima di essere allontanato perché la villa era diventata sede di una vivace attività politica. In Puglia si fa tappa al palazzo della prefettura di Bari, valorizzato da Giuseppe Bonaparte quando elesse la città a capoluogo di provincia al posto di Trani. In Basilicata alla Torre Bollita, una struttura difensiva aragonese fatta costruire a 500 metri dal mare dal vicerè di Napoli Pedro da Toledo nel 1520. Vicino alla torre riposa il medico garibaldino Pietrantonio Battifarano che partecipò a una delle ultime battaglie dei Mille, quella di Capua.