Torino e il Piemonte non vantano grandi tradizioni mazziniane e garibaldine, tanto che tra i Mille di Marsala i nostri conterranei furono davvero pochi. Anche in fatto di lapidi e statue, lApostolo e il Generale sono discriminati. I monumenti torinesi a loro dedicati sono in pessimo stato, ma la priorità nella ripulitura delle memorie di pietra è stata data, come informa il Comune, alle targhe che ricordano Cavour, Berchet, il conte Sclopis, Des Ambrois, Thaon di Revel, la prima guerra dindipendenza e Vittorio Emanuele II. Otto lapidi (due per il Tessitore) che entro il 17 marzo saranno rimesse a nuovo gratis da un gruppo di imprese: il Coonsorzio San Luca, Edicem, Italcostruzioni e Torino Decor, coordinate dalla Confederazione nazionale dellartigianato. Ad eseguire i lavori saranno gli esperti del Centro di conservazione e restauro della Venaria Reale. Garibaldi e Mazzini restano a guardare. (m.nov.)