Da Italia Nostra a Legambiente "Sarebbe unaltra autostrada dentro la città" Residenti e ambientalisti: "Fermiamo la colata di cemento" Autostrada Cecchignola La rivolta di Roma sud UN appello per dire no alla maxi superstrada a quattro corsie, una tangenziale che collegherebbe il raccordo alla metro Laurentina. E per difendere il corridoio ecologico del Fosso della Cecchignola dalla cementificazione. Tutti pronti a firmare un appello che coinvolge abitanti e associazioni. Da Italia Nostra alla Lega diritti animali passando per Liberagro e Colle della Strega che da anni si batte per salvare questo ultimo lembo di verde cittadino. "No allautostrada a quattro corsie, sì alla tutela dellAgro romano". Associazioni ambientaliste e comitati di quartiere si mobilitano per salvare il corridoio ecologico del Fosso della Cecchignola sul quale incombe il progetto di realizzazione di una tangenziale che dal Grande raccordo anulare arriva fino alla metro Laurentina, dividendo in due il parco naturale e passando vicino a case e scuole. Così da Italia Nostra alla Lega diritti animali, da Liberagro allassociazione Fonte Meravigliosa, dal Comitato verde urbano a quello di Colle di Mezzo, dallassociazione Ottavo Colle a Cecchignola Vivibile: tutti sono pronti a sottoscrivere lappello dellassociazione Colle della Strega che da anni ormai si batte per preservare quellultimo lembo di verde. "Basta con le autostrade dentro la città - chiosa Mirella Belvisi di Italia Nostra - È un piano insostenibile per tutte le zone pregiate che essa attraverserebbe e soprattutto per la distruzione inaccettabile dellagro che si è ancora riuscito a conservare. Chiediamo la valutazione di impatto ambientale sul progetto e interesseremo il ministero dei Beni Culturali che aveva promesso il vincolo su tutta larea". Insomma, annunciano battaglia tutte le associazioni. "Il Comune e il sindaco Alemanno ritirino il progetto e ascoltino invece la voce di migliaia di cittadini dei quartieri di Roma Sud che chiedono interventi strutturali di mobilità sostenibile e non costanti incentivi alluso delle auto private che comportano ulteriore inquinamento e smog - precisano Roberta Ratti (Lida) e Andrea Brutti (Liberagro) - Soprattutto lo chiediamo affinché venga preservato un polmone verde ricco di biodiversità ancora più prezioso vista la presenza di un corridoio ecologico ancora esistente nel tessuto urbano della città". Una mobilitazione che, partita appena qualche giorno fa, ha già raccolto centinaia di adesioni. "Nel nostro quartiere ancora ci sono i ricci e le volpi - ammette Carlo Castorina del comitato Colle di Mezzo - Così si distrugge quella poca natura rimasta. Già le strade come Pio Emanuelli sono diventate a scorrimento veloce, pericolose e sempre congestionate se dovesse passare il progetto saremmo invasi dallo smog, sarebbe ucciso il polmone del Fosso e saremmo costretti a giri lunghissimi per la viabilità interna". Un piano che considerano "anacronistico" visto che "si butta giù la Tangenziale sulla Tiburtina e si alza in periferia", continua Castorina. Lappello è rivolto anche al mondo della cultura. "Ci aiutino a salvare lAgro - ribadiscono Massimiliano di Gioia e Matilde Spadaro dellassociazione Colle della Strega - e ad evitare ledificazione di Colle della Strega". Si rivolge alla Polverini, invece il comitato Verde Urbano. "Sollecitiamo la presidente della Regione Lazio affinché, nella giunta regionale, possa riprendere il cammino della legge di ampliamento del Parco dellAppia Antica, che è rimasta lettera morta a causa della caduta della giunta Marrazzo", commenta Anna Maria Procacci, portavoce del CVU. E da qui lallarme a tutta la città. "Occorre riflettere sullimprorogabile necessità di promuovere concretamente un salto di qualità nella conduzione delle decine e decine di vertenze aperte sulle più diverse tematiche che sono legate alla salvaguardia del verde e della qualità delle vita".