Il ministero dell'Ambiente accoglie le richieste di Comune e Regione Liberata la fascia di 9 chilometri dalla costa al centro storico Il ministero dell'Ambiente rivede la perimetrazione delle aree inquinate. Stop ai vincoli su una fascia larga un chilometro e lunga nove. Si sono battuti per anni contro quei vincoli così estesi da sembrare ingiusti, incredibili. Inspiegabili. Li aveva imposti il ministero dell'Ambiente una decina di anni fa con l'istituzione del Sito di interesse nazionale del Sulci-Iglesiente-Guspinese, perimetrando di fatto l'intera ex provincia di Cagliari, considerata "area inquinata" per via delle industrie. IL SIN. Sta di fatto che all'interno del Sin finirono anche zone e estese fette di territorio che di fabbriche e industrie non ne avevano mai viste. Come alcune zone del territorio comunale di Capoterra, investite dal rigore dei vincoli e dall'obbligo, in caso di interventi costruttivi (strade, case, qualunque opera che comporti scavi e movimenti terra), di mettere in campo indagini approfondite e costose prima di avviare i lavori. Adesso quei vincoli, almeno nella fascia che dalla linea di costa all'altezza di Maddalena Spiaggia corre verso Capoterra, coinvolgendo una parte del centro storico, sono stati eliminati. Una battaglia vinta dall'Amministrazione municipale e dalla Regione nei confronti del governo centrale e in particolare del dicastero dell'Ambiente. IN MUNICIPIO. «Dopo la nascita del Sito di interesse nazionale avevano annunciato valanghe di fondi per le bonifiche. I soldi non sono mai arrivati, in compenso hanno lasciato i vincoli, un sistema indiscriminato che per esempio, da noi, mette sullo stesso piano Macchiareddu con le foreste di Gutturu Mannu», spiega il sindaco Giorgio Marongiu, che ha accolto con soddisfazione le modifiche sulla perimetrazione. «Avevamo un territorio totalmente vincolato, ora almeno la fascia di un chilometro di raggio lunga circa dieci, che dal bivio di Maddalena Spiaggia finisce al centro storico di Capoterra, a via Trento fino a Su Suergiu e piazza Chiesa, è stata liberata». LE OPERE. Ciò vuol dire che sia il pubblico che i privati non saranno più costretti a dimostrare attraverso il cosiddetto piano di caratterizzazione, in caso di lavori, che si sta operando in zone prive d'inquinamento. Non poco, per esempio, per chi, magari disponendo di un capitale modesto, vuole costruire casa o metter su un'azienda e si ritrova costretto a spendere diverse migliaia di euro per pagarsi i carotaggi del suo terreno e le successive analisi. «Come amministrazione - dice ancora Marongiu - abbiamo dato incarico a un gruppo di lavoro per mettere in piedi un progetto di verifica con carotaggi ogni 200 metri per dimostrare la "pulizia" del territorio, cose da riuscire a convincere il ministero dell'Ambiente di correggere ulteriormente il perimetro del Sito di interesse nazionale». L'ALLUVIONE. Intanto la conferenza dei servizi finale sul progetto di messa in sicurezza del rio San Girolamo è stata convocata dall'assessore dei Lavori pubblici, Sebastiano Sannitu, per il 23 marzo a Cagliari. Sannitu ha invitato gli enti che a vario titolo dovranno esprimere un parere sul primo lotto dei lavori di sistemazione del territorio devastato dalle inondazioni del 2008. Si tratta del ministero per i Beni culturali, delle Soprintendenze, degli assessorati regionali degli Enti locali, dell'Urbanistica e dei Lavori pubblici, del Distretto idrografico, Comune di Capoterra, nonché delle società che gestiscono impianti e sottoservizi. GLI ENTI. La conferenza dei servizi dovrà approvare il progetto del Consorzio Intecno-Dhi di Torino, Hydrodata spa e Art ambiente risorse territorio srl che prevede gli interventi di sistemazione idraulica dei corsi d'acqua straripati nel 2008 e la ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate a Poggio dei Pini e frazioni vicine. L'importo dei lavori che, assieme alla progettazione definitiva ed esecutiva saranno affidati a una gara pubblica, è di 11,317 milioni di euro.