Altro che garantire maggiori entrate al Comune: la card museale «potrebbe rivelarsi un costo, un azzardo che potremmo pagare caro». E' quanto sostiene il consigliere comunale Tommaso Grassi (Gruppo Spini), sottolineando quanto emerso in giunta a fine febbraio. «Da una delibera - esordisce - si deduce che il Comune non crede più a quanto sottoscritto col Ministero dei Beni culturali pochi mesi fa. «Riconoscendo un rischio d'impresa per il Comune stesso sul business plan e riducendo i tempi per le verifiche degli equilibri economici - spiega Grassi - la delibera mette in risalto la possibilità per Palazzo Vecchio di rescindere la convezione sulla card museale per motivi economici». Secondo Grassi, l'accordo sottoscritto imputa al Comune di Firenze tutti i rischi economici e non garantisce quelle maggiori entrate che il sindaco Matteo Renzi annunciava nei mesi scorsi: a fronte di un costo di altri 500mila euro a carico del Comune per il solo 2011, per far pari ci vorrebbero oltre 160mila euro di entrate al Museo di Palazzo Vecchio con la card». L'accordo economico e il business plan ipotizza che dei 50 euro del costo della card, 8 siano per l'Iva, 1,3 per Ataf e i trasporti fiorentini, 4 per la Soprintendenza (dovuti ai diritti di prestazione), 32 siano rimborso per i musei del Polo museale, rimanendone solo 3 al Comune di Firenze. Basti pensare che i rimborsi dovuti dal Comune, come capofila - qualora siano visitati gli Uffizi, l'Accademia e Palazzo Pitti - ammontano a 42 euro nel caso di mostre che comportino una maggiorazione, 29 euro in assenza di tale evenienza. «Non si comprende poi - continua Grassi - quale sia la reale motivazione che sottende alla decisione di ridurre il progetto alla sola annualità del 2011: forse l'entusiasmo del sindaco si sta affievolendo? Forse Renzi ha paura che il progetto così congeniato si riveli un buco nell'acqua?».
Firenze. Card musei, un azzardo per il Comune
Il consigliere comunale Tommaso Grassi sostiene che la card museale potrebbe rivelarsi un costo per il Comune di Firenze. Secondo la delibera del giunta, il Comune non crede più a quanto sottoscritto col Ministero dei Beni culturali. La delibera mette in risalto la possibilità per Palazzo Vecchio di rescindere la convezione sulla card museale per motivi economici. Grassi sostiene che l'accordo economico e il business plan ipotizzano che dei 50 euro del costo della card, 3 siano rimessi al Comune di Firenze. I rimborsi dovuti dal Comune, come capofila, ammontano a 42 euro nel caso di mostre che comportino una maggiorazione.
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