Adesso tutti si indignano, perfino il ministro della Cultura Sandro Bondi: 27 milioni di euro del Fondo unico dello spettacolo, principale strumento di finanziamento del settore, da ieri sono "congelati". Significa che restano previsti a bilancio ma non si possono spendere perché, semplicemente, non ci sono. Quelle risorse dovevano arrivare dalla vendita di alcune frequenze del digitale terrestre agli operatori di telefonia mobile che vogliono usarle per trasmettere contenuti. Mentre a Rai, Mediaset e Sky i multiplex digitali vengono regalati con una procedura nota come beauty contest (concorso di bellezza), alle compagnie telefoniche vengono fatte pagare a caro prezzo. Almeno in teoria, perché il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha deciso a tavolino nella Finanziaria che da questa vendita incasserà 2,4 miliardi. Soldi che sono già stati impegnati per "coprire" altre voci di spesa, come appunto i 27 milioni del Fus. Ma non c'è alcuna garanzia che la cifra incassata sarà quella e soprattutto le frequenze devono essere liberate entro la fine del 2012. Quindi nel 2011 potrebbe non arrivare neppure un soldo (anche il 2012 è una scadenza ottimistica, secondo gli esperti). E chi quei soldi li dovrebbe spendere resta a mani vuote. Non bastasse, è in corso una guerra tra il ministero della Difesa e il Tesoro: il dicastero di Ignazio La Russa non vuole liberare gratis le frequenze che da anni sono occupate dai militari (per ragioni misteriose), e quindi il Tesoro non le può vendere. Se la devono vedere Tremonti e La Russa, ma già questo scontro mette a rischio il rispetto delle scadenze dell'operazione. Morale: quei 2,4 miliardi non ci sono e, se mai arriveranno, probabilmente saranno parecchi di meno. Quindi per tutto il 2011 e i12012 in molti scopriranno che le risorse promesse dalla Finanziaria sono destinate a restare sulla carta. Ma questo era già evidente a chi voleva vederlo fin da novembre. Ma il sottosegretario alla Cultura Francesco Giro oggi cade dalle nuvole: "Speravamo in un reintegro del Fus a 414 milioni di euro, ci troviamo di fronte ad un altro congelamento di fondi di circa il 10 per cento. La situazione è insostenibile". Ma ormai è troppo tardi.
27 milioni in meno alla Cultura, colpa del bluff di Tremonti
Il Fondo unico dello spettacolo, principale strumento di finanziamento del settore, ha 27 milioni di euro "congelati" a causa della mancanza di fondi. Questi fondi dovevano arrivare dalla vendita di frequenze del digitale terrestre agli operatori di telefonia mobile. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha deciso che la vendita incasserà 2,4 miliardi, ma non c'è garanzia che la cifra incassata sarà quella. Le frequenze devono essere liberate entro la fine del 2012, ma il dicastero di Ignazio La Russa non vuole liberarle gratis, mettendo a rischio il rispetto delle scadenze.
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