Il fondo unico per lo spettacolo (Fus), già in forte cura dimagrante, si riduce ulteriormente. I 258 Milioni stanziati per quest'anno scendono a 231. Risultato di un accantonamento operato dal ministero dell'Economia per far fronte a eventuali minori introiti previsti dalla vendita delle frequenze del digitale terrestre. E pensare che nei giorni scorsi era stato annunciato un reintegro del fondo prima dell'estate, così da farlo arrivare ai livelli del 2009, quando era a quota 457 milioni (ma nel z000 sfiorava il mezzo miliardo di euro). Già con il decreto legge milleproroghe, convertito di recente, il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, era stato costretto a rimangiarsi la promessa di riportare il Fus 2011 oltre i 400 milioni: i 160 milioni annunciati si sono, infatti, fermati a 15. Uno smacco che Bondi - già provato dal voto parlamentare di sfiducia di fine gennaio (per quanto superato indenne) - aveva mal digerito. Dalla sua posizione di ministro dimissionario aveva apertamente accusato la sua stessa coalizione di scarsa attenzione ai problemi della cultura. E non è certo un caso che ieri la notizia dell'ulteriore taglio del Fus sia arrivata proprio dallo stesso ministero con un comunicato diffuso in tarda serata, nel quale si parla di «un altro colpo alle risorse destinate alla cultura, che è difficile da spiegare e ancor più da accettare». Il nome del ministro sempre più defilato e sempre meno presente nelle stanze di via del Collegio Romano - non compare, ma il testo ha ricevuto la sua approvazione. Tutto nasce nelle pieghe della legge di stabilità (la legge 2202010) nella parte in cui regola la gara per l'assegnazione. I mancati introiti dell'asta sulle frequenze tv hanno spinto l'Economia a ridurre in via cautelativa da 258 a 231 milioni la dote del Fus di diritti d'uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica mobili in banda larga. Dalla gara il ministero dell'Economia si aspetta di incassare non meno di 24 miliardi di euro, soldi che - è scritto nella legge di stabilità - devono essere versati nel bilancio dello Stato entro il 30 settembre 2011. Da qui la mossa di cautelarsi contro un eventuale introito minore attraverso il congelamento di una serie di spese cosiddette rimodulabili, tra cui rientra anche il fondo per lo spettacolo, destinato ad aiutare la lirica, la musica, il cinema, la danza, il teatro e il circo. Anche in caso le stime di incasso venissero rispettate, non sarà comunque possibile - fa notare il ministero dei Beni culturali - utilizzare nel 20qq le somme del Fus accantonate. Proprio perché i conti della vendita delle frequenze si faranno nel prossimo autunno, mentre il riparto del fondo per quest'anno avverrà a breve da parte della consulta dello spettacolo, organismo dei Beni culturali Unanimi le critiche dell'opposizione. «Congelato il ministro, assiderata la cultura»: è stato il commento di Francesco Rutelli, leader dell'alleanza per l'Italia ed ex ministro dei Beni culturali nel governo Prodi. Secondo Matteo Orfmi, responsabile cultura e informazione della segreteria nazionale del Pd, «è la dimostrazione definitiva della volontà di colpire una delle eccellenze del nostro paese». Fabio Giambrone, capogruppo dell'Italia dei valori in commissione cultura al Senato, ha parlato di «operazione scellerata, che rende bene l'idea di quanto poco questo governo tenga in considerazione la cultura».
Congelati 27 milioni del fondo dello spettacolo
Il fondo unico per lo spettacolo (Fus) si riduce ulteriormente a 231 milioni, a causa di un accantonamento operato dal ministero dell'Economia per far fronte a eventuali minori introiti previsti dalla vendita delle frequenze del digitale terrestre. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, aveva annunciato un reintegro del fondo prima dell'estate, ma i 160 milioni annunciati si sono fermati a 15. La notizia è stata diffusa dallo stesso ministero con un comunicato diffuso in tarda serata. La legge di stabilità ha regolato la gara per l'assegnazione delle frequenze tv, che ha spinto l'Economia a ridurre la dote del Fus.
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