"Si spegne il sole per favorire il nucleare" Fotovoltaico, laccusa di Vendola al governo. E le banche non erogano più mutui Un colpo per la Puglia leader nel settore: migliaia di posti a rischio. Oggi protesta a Roma La pacchia degli incentivi è finita per gli speculatori, per chi vedeva in un pannello fotovoltaico una sorta di slot machine per il ricco incentivo garantito dallo Stato. Ma alla Puglia che aveva già messo paletti di suo per sbarrare la strada ai pirati della finanza e svoltato sul fotovoltaico formato famiglia, su tetti e opifici, il decreto Romani non piace affatto. Non piace a Nichi Vendola, governatore della regione leader nella produzione di energie rinnovabili, né alle imprese pugliesi del settore che oggi a Roma parteciperanno alla manifestazione di protesta. Ieri a Roma cera Vendola per partecipare allaudizione in commissione sul ciclo dei rifiuti («Posso dichiararmi pentito di non aver imposto gli obiettivi di raccolta differenziata ai comuni», ha detto) e ha scelto la veste di leader di Sel per sferrare un attacco contro il decreto: «Per imporre il nucleare il governo sta distruggendo il settore delle energie rinnovabili che invece sta crescendo. Le banche - ha denunciato il governatore - stanno già disdettando i mutui agli impianti e le imprese stanno subendo lannullamento degli ordini. Questo - ha detto Vendola - spinge al fallimento migliaia di imprese e in questo momento sono a rischio 40mila posti di lavoro». Il governatore riconosce che «un intervento antispeculativo era necessario» ma il dibattito sulle rinnovabili è stato «drogato» dalle «lobby del nucleare che stanno distruggendo lunico settore del Paese in crescita». La Puglia è in prima linea su questo fronte. «Già alla fine del 2010 la Puglia produceva circa il 10 per cento del totale della propria energia, da eolico, fotovoltaico e biomasse. Ma tutto questo rischia di naufragare, con il nuovo decreto, in favore del nucleare», ribadisce la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone che oggi parteciperà alla Camera di commercio a un workshop sulle nuove linee guida regionali e sugli effetti del decreto, organizzato da Promem Sud Est. «Un fatto è certo - afferma lamministratore delegato, Massimo Leone - il nuovo conto energia ha ridotto notevolmente gli incentivi per gli impianti a terra che, a fronte del costo dei moduli fotovoltaici che non stanno diminuendo come ci si attendeva, rendono decisamente meno convenienti gli investimenti in parchi fotovoltaici». E dalla Geatecno, impresa barese del settore, Giuseppe Bratta conferma la ritrosia delle banche: «Nellultima settimana hanno congelato pratiche e finanziamenti. Cè la paralisi del sistema con il blocco dei cantieri». Bratta azzarda qualche numero: mille imprese coinvolte nel settore, ventimila gli addetti tra diretti e indotto. Ma è un mercato nuovo nel quale molti hanno trovato sbocchi per riconversioni. Dal distretto pugliese delle Energie rinnovabili e dellefficienza energetica 'La Nuova Energia, il vice presidente Enzo Tucci sceglie la prudenza: «Lunico dato oggettivo è quello della produzione ma quel decreto è unuscita incredibile perché la democrazia energetica che permetteva al cittadino o allimpresa di autoprodursi lenergia che serve, è un processo virtuoso che viene danneggiato. Dicono che gli incentivi siano molto alti ma servono anche per la ricerca. Se non lo facciamo per questo, quei soldi li daremo come sanzioni per non aver rispettato Kyoto. Dovremmo fare come i tedeschi che vogliono produrre l80 per cento della propria energia dalle rinnovabili entro il 2050». Invece in Puglia, con lultimo decreto, si rischia di rispedire al mittente «centinaia di richieste». Gli impianti autorizzati dalla Regione Puglia sono 104 per un totale di 855 megawatt. Gli impianti che aspettano lautorizzazione sono 550 per una potenza di 5.100 megawatt. Ma difficilmente saranno tutti autorizzati. E anche chi è stato autorizzato dovrà fare una corsa contro il tempo perché, per incassare lincentivo, deve collegarsi alla rete entro la fine di maggio. Una rete spesso satura. Ieri, il Gse, il gestore dei servizi enegetici aveva installato in Puglia 756,322 megawatt.