la brutta politica è competizione selvaggia Paesi vicini a noi stabiliscono standard seri di efficienza, confrontano i risultati, premiano i più virtuosi, riducono le tasse ai privati che investono Io non ricordo me stesso, dirigente dei giovani comunisti, al caldo di nessuna poltrona, ma esposto ovunque si potesse discutere e manifestare in modo non violento descrive in termini crudi la situazione di collasso imminente, chiedendo al pubblico di sensibilizzare lopinione pubblica perché la macchina diabolica dei tagli si fermi e si cerchino soluzioni vere e non punitive per il futuro della cultura. Martedì sera è toccato a me, come presidente dellOrchestra Regionale Toscana, davanti ad un teatro strapieno, fatto anche di tantissimi giovani venuti da Firenze e dalla provincia. Ho detto loro la verità: nella definitiva approvazione del Decreto «milleproroghe» non vi è stato nessun reale rifinanziamento del Fus. Solo qualche spicciolo per alcuni Enti lirici, peraltro tutti scelti con criteri geopolitici di vicinanza al centrodestra. Le promesse fatte alle tante associazioni come la nostra sono svanite. Il taglio finale resta, rispetto al 2010, intorno al 37. E lanno prossimo è previsto un altro 15-20 di riduzione. In soldoni ciò significa per l Ort un buco di oltre 660.000 euro. Sommando il doloroso taglio del Comune di Firenze si arriva a quasi 800.000 euro. E poco meno del 20 del nostro bilancio. Una cifra enorme, mai sperimentata dalla Fondazione. Abbiamo così deciso di intervenire subito su tutti i costi, anche se l Ort è conosciuta nel mondo della musica per essere seriamente gestita, senza sprechi e senza debiti, palesi od occulti. Ci saranno misure simboliche, sui libretti di sala o sulle spese di comunicazione e di pubblicità. E faremo purtroppo qualche concerto in meno. Abbiamo poi creato un fondo straordinario di sostegno alla Fondazione ove saranno convogliati indennità e gettoni di presenza dei consiglieri della Fondazione. E ci saranno misure dolorose, soprattutto per il personale. Non possiamo lasciar correre il debito, in pochissimi anni andremmo fuori controllo. Dovremo perciò accantonare da subito alcuni istituti contrattuali e studiare ammortizzatori sociali adeguati. A chi bacchetta gli Enti culturali e dice che basta tagliare le inefficienze per non avere buchi in bilancio io rispondo che non è così. Sicuramente non per l Ort. Noi dobbiamo intervenire sulla carne viva del reddito degli orchestrali, dei tecnici, degli impiegati, delle loro famiglie. E questo che si vuole? Si può andare avanti così per anni? Io penso proprio di no. Bisogna assolutamente trovare unaltra strada. Una parte della soluzione dipende da noi stessi. Dobbiamo combattere per il nostro futuro, reagire con vigore a questa situazione. Sopporteremo le ristrettezze, anche quelle ottuse ed ingiustificate, ma investiremo qualcosa per far crescere ancora la qualità dellOrchestra e delle sue prestazioni. Livello che è già alto: lo dice la media di oltre 1.000 spettatori per ogni concerto al "Verdi". Cercheremo un direttore dorchestra di prestigio cui affidare la direzione musicale. Rafforzeremo i ranghi dellorchestra per migliorarne il suono. Avanzeremo nuove proposte di eventi, rassegne, festival per suonare di più lungo tutto larco dellanno ed in ogni spazio praticabile, a Firenze ed in regione. Costruiremo il profilo di unorchestra che suona con passione nel territorio ma che è anche capace di una proposta culturale forte. E per questa via, e non attraverso umilianti questue, che intendiamo veder risalire i fondi pubblici e conquistare anche duraturi supporti privati, oggi quasi inesistenti. Laltra parte della soluzione dipende dalla società, dalla politica, dallinformazione. Questo Paese deve decidere adesso e non domani se la cultura è un valore e un passaporto per il futuro. O se invece è un lusso, un peso, qualcosa "che non si mangia" come ha cinicamente detto Tremonti. Siamo esattamente a questo bivio. Leggo spesso: per competere nel nuovo mondo globale le nostre armi più affidabili sono educazione, ricerca e cultura. E poi vedo che tagliamo proprio la scuola, la ricerca e la cultura. Siamo forse impazziti? Il mondo della cultura va indubbiamente razionalizzato ma non si otterrà nessun risultato positivo con i tagli indiscriminati, peraltro così devastanti. Paesi vicini a noi fanno cose assai più intelligenti. Stabiliscono standards seri di efficienza, confrontano i risultati, premiano i più virtuosi. Riducono le tasse ai privati che investono in cultura, pilotano il fundraising su obiettivi strategici, associano orchestre e teatri alle missioni commerciali. Facilitano laggregazione delle forze con incentivi mirati. E investono in cultura più di prima, malgrado la crisi. In Italia, poveri noi, abbiamo Bondi. Il futuro dell Ort è, nel suo piccolo, il futuro dellItalia. Inutile parlare di innovazione e di buongoverno se non si passa da qui. Dalla vecchia, barbosa, inutile cultura. Lautore è presidente dellOrt
FIRENZE - la cultura è un passaporto per il futuro?
Il presidente dell'Orchestra Regionale Toscana descrive la situazione di collasso imminente dell'ente, a causa dei tagli previsti dal Decreto milleproroghe. Il taglio finale risulta intorno al 37% rispetto al 2010, con un buco di oltre 660.000 euro per l'Ort. Il dirigente chiede al pubblico di sensibilizzare l'opinione pubblica per fermare la macchina diabolica dei tagli e trovare soluzioni vere per il futuro della cultura. L'Ort decide di intervenire subito su tutti i costi, con misure simboliche e dolorose, come la riduzione dei concorsi e la creazione di un fondo straordinario per il personale.
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