Una raffica di denunce e due arresti. Questi i numeri dell'operazione "Aitna" condotta dai carabinieri nei territori di Siracusa, Ragusa con piccole diramazioni sul territorio catanese. L'inchiesta, finalizzata alla disarticolazione di un sodalizio criminale dedito alle ricerche archeologiche abusive ed all'impossessamento illecito di reperti archeologici, è partita nella seconda metà del 2008 ed è terminata intorno al maggio giugno del 2010. I soggetti denunciati esibivano il tesserino dell'associazione ogni qualvolta gli veniva richiesto il motivo della loro presenza in quei luoghi. Durante le attività di indagine i militari hanno tratto in arresto due tombaroli intenti a saccheggiare una tomba presso la Necropoli Greca di Camarina in località Rifriscolaro. Durante le numerose perquisizioni domiciliari i militari hanno sequestrato 24 metaldetector e una branda, strumento con il quale vengono sondate vastissime aree per localizzare, con altissima precisione, le tombe. La stessa apparecchiatura fornisce i dati circa la stratigrafia del terreno, indicando in percentuale la presenza di metallo nel terreno. Inoltre, sono stati sequestrati oltre 250 reperti archeologici (monete, reperti fittili ed elementi metallici). Alcuni degli indagati erano dediti alla commercializzazione del materiale archeologico. Legalmente risultava come un'associazione dedita al controllo delle aree archeologiche, ma di fatto l'Area (Associazione Regionale per l'Ecologia e l'Archeologia), si è occupata di scavi non autorizzati e di vendita di reperti archeologici. Tra l'altro il club Area che agiva illegalmente con sede a Lentini si fregiava di appartenere all'associazione nazionale. L'indagine è scaturita dopo numerose segnalazioni che pervenivano nei comandi territoriali delle grandi aree di interesse archeologico siciliano. 10032011