Secondo il circolo l'Anatroccolo di Legambiente la bonifica della penisola di Magnis non sarebbe stata completata Priolo. Da quanto fa rilevare il Circolo «L'anatroccolo» di Legambiente Priolo, la bonifica della penisola di Magnisi, importante sito archeologico, è tutt'altro che conclusa. Con una nota inviata dal presidente del Circolo Giuseppe Giaquinta all'assessorato regionale al Territorio e Ambiente, al presidente della Provincia, al sindaco di Priolo e all'assessore comunale all'Ecologia, fa rilevare che «sono giunte ancora segnalazioni a questa associazione di perduranti siti contaminati da probabile cenere di pirite». Questo rifiuto industriale, molto tossico, in quanto contenente arsenico, sarebbe sparso in diverse zone della penisola di Magnisi. In particolare, come evidenzia nella sua nota Giuseppe Giaquinta, i siti dove si troverebbe questa pirite di ferro sono la sono situati in una zona est della penisola a ridosso dei pilastri; in zona sud-est, nell'area ex Somicem. In quest'ultimo caso si tratta di una discarica parzialmente bonificata ma con ampie tracce di cenere di pirite, che continuano a sversarsi in mare con la pioggia. Un'altra zona in cui si troverebbe la cenere di pirite si trova in un luogo centrale della penisola, nelle vicinanze dei resti dell'abitato di Thapsos, esterno alla zona protetta. Infine diverse cassette, con all'interno alcuni carotaggi effettuati sul sottosuolo della penisola, sono abbandonati in una zona centrale. Giuseppe Giqauinta, inoltre, invita gli organi a cui è stata indirizzata la nota, ad effettuare un sopralluogo congiunto. Considerate le segnalazioni di Legambiente, quella che sembrava l'ultimo intervento di bonifica, che, tra l'altro, si concluderà a giorni, non servirà a rendere pulita questo interessante sito, caratteristico della costa priolese. Così, una suggestiva località del territorio di Priolo non potrà ancora diventare uno dei più bei parchi naturali della provincia di Siracusa. Questo l'impegno dell'amministrazione comunale di istituire sulla penisola di Magnisi un parco naturale-archeologico, dovrà essere rimandato. Il progetto sulla valorizzazione della penisola di Magnisi dovrà essere finanziato con fondi europei. Da tempo la penisola di Magnisi aspetta una riqualificazione e, quindi, un suo inserimento tra i Parchi naturali ed archeologici. Ora che si stava completando la bonifica si pensava di realizzare il progetto. Ma, da quanto segnala Legambiente, un Parco archeologico e naturale non si può realizzare in una zona inquinata. Paolo Mangiafico 10032011