SAN GIULIANO. Per salvare il Condotto Mediceo, che unisce Asciano a Ghezzano (un tempo serviva ad assicurare l'approvvigionamento idrico alla città) è attivo il tavolo attorno al quale siedono rappresentanti delle istituzioni, esponenti dell'apposito comitato, membri di associazioni soprattutto ambientalistiche di San Giuliano e Pisa. Il recupero del caratteristico monumento, con gli archi, è urgente e non più rimandabile anche perché la situazione di degrado rischia di precipitare rendendo molto più problematici gli interventi. A tenere le file in prima linea Sergio Sabatini, che rilancia l'allarme accompagnato dall'appello a fare presto. «Del resto migliaia di firme - fa presente Sabatini - sono lì a testimoniare in calce alla petizione popolare quanto il problema sia sentito dalla gente che si è mossa al di sopra apparetenenze sociali, politiche e culturali. Si impone davvero di stringere i tempi». «Del tavolo di lavoro - tiene a rimarcare Sabatini - fanno parte tra gli altri il sindaco Paolo Panattoni, il vicesindaco Juri Sbrana, l'assessore Enzo Pannilunghi, Andrea Serfogli per l'ente locale di Pisa, l'ingegner Marco Masi, l'architetto Massimo Gasperini e poi Ugo Macchia, Riccardo Maini, quest'ultimo della lista "Cittadini e Territorio", l'architetto Maria Cefaloni, della sovrintendenza, il dottor Bracci Torsi, della fondazione Cassa di Risparmio». Il comitato si muove anche in altra direzione. Si legge in una nota: «Perché spendere i soldi per la tangenziale di nord-est? Essa non è indispensabile. Viceversa un'oculato e ridotto piccolo intervento risolverebbe il problema traffico e salvaguarderebbe il territorio agricolo paesaggistico dalla devastazione definitiva e irreversibile. Pensiamoci bene». Si tira in ballo il servizio del trasporto pubblico che così come è oggi non scoraggia il traffico individuale con tutte le conseguenze del caso.