Le opere d'arte "dimenticate" saranno al centro di un convegno insieme alla situazione strutturale della cattedrale Scomparse dal ballatoio del monumento venticinque anni fa PISTOIA. Mancavano da più di un quarto di secolo, ma eccole riemergere come per incanto, due statue che si trovavano sul ballatoio del battistero, sopra il portone centrale. È una storia non in calendario, ma che sarà al centro del convegno "Battistero di San Giovanni in Corte e cattedrale di San Zeno: studi ricerche e restauri", in programma domani mattina, con inizio alle ore 9, al palazzo dei vescovi a Pistoia. La questione "statue mancanti" sembre essere stata traslasciata o, quanto meno, accantonata anche al tempo degli ultimi interventi di restauro del battistero in occasione del Giubileo. E mentre si farà festa per l'improvviso quanto felice ritrovamento, la discussione verterà su un altro punto, questa volta molto dolente: crepe in cattedrale. Quella delle statue è una tipica storia all'italiana: restaurare, ma non tutto, e non rimettere ogni cosa al proprio posto; poi magari soprassedere, finché qualcuno non si sorprende che manca qualcosa e lo faccia notare. Così è successo che una lettrice, Paola Fortunati, ci ha informati che dal battistero, «almeno da venticinque anni sono state rimosse delle stuatue che l'ornavano e completavano. Ho appurato - prosegue - che le statue, rimosse nel 1985 per essere restaurate, sarebbero state consegnate presso il magazzino alla Fortezza di Santa Barbara». Chieste informazioni in cattedrale, qualche mese fa, non abbiamo ottenuto risposte. Ma qualcuno, Pio Poli e Simone Martini, professionisti che lavorano per la cattedrale, hanno cercato nei depositi del Duomo, confrontato il materiale con documenti e foto d'epoca ed hanno risolto il rebus. In effetti, le statue giacevano alla Fortezza, ma, da qualche anno, erano state trasferite nel deposito della canonica del Duomo e lì lasciate con tanto altro materiale lapideo. «La soprintendenza sapeva tutto - assicurano in cattedrale - probabilmente aspettavano l'occasione per parlarne». Cosa rappresentano lo spiegheranno gli esperti al convegno. Loro, le due sculture, attendono sempre di essere restaurate, come un quarto di secolo fa, come aspettano di sapere se torneranno al posto originario, magari in forma di copie. Come accennato, l'altro argomento di punta al convegno, saranno le crepe in cattedrale. Tutt'altro che da sottovalutare, perchè ce ne sono di quelle che vanno dal tetto alla cripta, e pure di un certo spessore. Una crepa, nella cappella di Sant'Atto, corre ai lati del quadro "La Deposizione", fino al soffitto, ma ancora più profonda è quella che le sta di fronte e che dalla base al soffitto, spacca pure l'affresco "Dio dà la legge a Mosè". Destano preoccupazione anche altre due spaccature al centro di entrambe le arcate, a destra ed a sinistra, dell'antipresbiterio, mentre nel presbiterio una fessura serpeggia a destra da sotto il quadro "La Pentecoste". Scendendo poi in una stanzetta adiacente alla cripta, sotto il corridoio del presbiterio, un'ennesima apertura fa capire che il problema ha letteralmente radici profonde. Il convegno dirà tutto sui due monumenti, indicando gli opportuni interventi.