Losservatorio regionale: meno fondi ma quadruplicate le attività In dieci anni lo Stato ha ridotto i contributi del 18 per cento. Il giro daffari: 906 milioni Non può che apparire un ossimoro in tempi di crisi: a Torino per la cultura sono diminuite le risorse ma sono addirittura quadruplicati i soggetti a cui queste vengono distribuite. Se parliamo di fondi che arrivano dallo Stato, quelli stanziati dal Fus (fondo unico per lo spettacolo) nella città di Torino in dieci anni, fra il 1999 e il 2009, hanno subito una contrazione del 18 per cento. In parallelo, sono aumentati gli interventi finanziati: erano 40 nel 1999, sono stati circa 160 nel 2008. Lanalisi viene dallOsservatorio regionale della cultura diretto da Luca Dal Pozzolo: è una fotografia del panorama culturale alla vigilia delle prossime elezioni amministrative, al termine delle quali il problema di come destinare i pochi fondi disponibili diventerà uno dei tempi cardine. Di qui linvio di sette domande a chi si candida a governare la città nei prossimi anni. Se lo zoom si sposta sulla politica culturale della Regione scopriamo che negli ultimi anni la spesa per le attività e i beni culturali per Torino è progressivamente aumentata. Nel 2009 la città è stata la destinataria del 55 per cento delle risorse complessive erogate per la cultura, un importo complessivo pari a 53 milioni di euro, il 27 per cento in più rispetto al 2000. Incidono molto sulla spesa gli spettacoli dal vivo e i musei. La spesa del Comune è quella che incide di più nella definizione delle risorse messe a disposizione del settore culturale, con unincidenza pari al 34 per cento sl totale, Un andamento incostante, dice lOsservatorio: dopo un periodo di crescita fra il 1997 e il 2000, due anni di calo e poi un nuovo segno positivo fino al 2005. Nel 2006 il crollo; nel 2007 un aumento e quindi una decrescita. La spesa del 2009 si assesta sui valori del 1998. Rispetto ai livelli del 2001, le Fondazioni bancarie hanno aumentato i fondi del 16 per cento Una contrazione soltanto nellultimo periodo: nel 2008, alle attività culturali e artistiche per la provincia di Torino sono andati 59 milioni, con una flessione del 5,9 per cento. Con questa premessa, tuttavia, lincidenza delle spese per la cultura in città rimane al di sopra della media nazionale, il 4,6 per cento con una quota pro capite di 78 euro, terzo capoluogo italiano dietro a Roma e Bologna e sui livelli di Cagliari e Firenze. Seconda, come spesa pro-capite, dopo Venezia. Tuttaltra storia se il paragone si allarga al resto dEuropa: a Stoccarda la quota pro-capite si aggira attorno ai 246 euro. Lione spende il 15,7 per cento del suo bilancio, Bilbao l11,2, Grenoble il 10 per cento. Il giro daffari della cultura torinese è degno di nota: circa 906 milioni di euro. Soltanto in un trenta per cento dei casi si tratta di istituzioni pubbliche o di enti che ricevono finanziamenti pubblici o privati. La stragrande maggioranza, il 70 per cento, sono attività di produzione culturale - non di distribuzione - e non ricevono fondi. Parliamo di editoria periodica e libraria, case di produzione audiovisiva, emittenza radio-televisiva e produzione discografica, che hanno registrato un fatturato complessivo stimabile attorno ai 628 milioni. Ultima considerazione, il binomio fra crescita del turismo e lofferta culturale: 2,2 milioni di turisti nel 2000, 3 milioni nel 2009.
TORINO - Cultura, sette domande ai candidati
In dieci anni lo Stato ha ridotto i contributi per la cultura di Torino del 18 per cento, mentre le attività culturali sono aumentate. Il giro d'affari della cultura torinese è di circa 906 milioni di euro, con la maggior parte proveniente da attività di produzione culturale. La spesa del Comune di Torino è la più alta, con un incidenza del 34 per cento. La Regione ha aumentato le risorse per la cultura, con un aumento del 55 per cento rispetto al 2000. La spesa per la cultura è alta rispetto alla media nazionale, con una quota pro-capite di 78 euro. Il turismo è in aumento, con 3 milioni di turisti nel 2009.
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