Anche se gli utenti per ora non se ne accorgono, la Biblioteca Nazionale di Firenze è allo sbando. La direttrice amministrativa della più grande biblioteca di Firenze, Grazia Scarafile, ha chiesto il trasferimento alla Biblioteca Medicea Laurenziana ed è stata accontentata. Stando così le cose tutti saremmo portati a pensare a un avvicendamento abbastanza normale in un istituto di simile importanza. Invece le cose stanno diversamente, perché l'attuale direttrice della Biblioteca Nazionale, Maria Letizia Sebastiani, non ha sostituito la Scarafile e quindi, attualmente, la seconda biblioteca d'Italia si trova senza direzione amministrativa. È come se una portaerei avesse mantenuto l'ammiraglio ma non potesse contare più sul comandante. La catena di comando appare quindi interrotta ai massimi livelli con tutto ciò che questo può comportare. Questo episodio è solo l'ultimo di una serie di avvenimenti che denotano la precarietà della situazione all'interno della biblioteca di piazza Cavalleggeri, di cui ci siamo occupati recentemente per rilevare i dubbi circa l'utilizzo di certi fondi richiesti alla Commissione della Cultura del Parlamento, in presenza danni da acqua piovana (persino nel magazzino manoscritti) così come circa la volontà di impiegare fondi per interventi nel laboratorio restauri di piazza Sant'Ambrogio, del quale era stato però chiesto (e proprio di recente ottenuto) il trasferimento, con il rientro in sede dell'intera struttura. Stavolta però è diverso perché la criticità è di tipo amministrativo e potrebbe avere ripercussioni sul funzionamento stesso della Biblioteca. Perché non poter contare sul proprio direttore amministrativo per la Biblioteca Nazionale di Firenze significa bloccare le attività economiche, a meno che non sia la stessa direttrice a occuparsene. In pratica le triplicherebbe il lavoro e questo non è certo pensabile. D'altronde nella struttura culturale fiorentina non c'è attualmente un «pari grado» della Scarafile che potrebbe assumere le sue funzioni quindi la faccenda si complica. Qualche esempio? Eccolo: verranno meno i contatti con gli istituto di previdenza, correttezza e trasparenza dei lavori amministrativi non saranno più garantiti perché chi agisce dovrà necessariamente essere il controllore di se stesso. Venendo meno Maria Grazia Scarafile come leader amministrativo della Nazionale, la direttrice Sebastiani ha avocato a sé praticamente tutti i ruoli, una decisione che ha subito provocato la reazione dei sindacati, tra cui il Confsal-Unsa che attraverso il coordinatore regionale Learco Nencetti, ha elevato «vibrante protesta per la procedura seguita quanto per l'assoluto riserbo che le parti interessate (FunzionarioDirezione) hanno sempre sostenuto senza dare alcuna dovuta spiegazione alle OO.SS. in riferimento all'attuale organizzazione del lavoro presso la BNCF, anche in riferimento ad episodi di impropria adozione di provvedimenti o atti amministrativi». Inoltre ha chiesto «con urgenza che venga fugato ogni ragionevole dubbio circa la trasparenza e correttezza dell'Azione amministrativa e la relativa conduzione e gestione (attuale e pregressa) finanziaria e contabile della - e nella - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze». Lo stesso sindacato ha poi chiesto «urgentemente un intervento di chiarificazione ed i provvedimenti che la situazione e gestione (oltre cinque milioni di euro) impone». Da parte sua la Scarafile, pur preferendo non lanciare anatemi e j'accuse, ha sottolineato che «in Nazionale facevo di tutto, era troppo gravoso rimanere lì, dove da sola facevo il lavoro che normalmente fanno 2 funzionari, uno per il personale e un per la contabilità. Non avanzo nessuna rivendicazione ma sarebbe bene che la possibilità di ricambio fosse regolarizzata». Ma c'è di più: per ora la Scarafile non intenzione di dimettersi dal CdA della Nazionale e questo, dal momento che lei non lavora più lì, potrebbe di fatto paralizzarne l'attività. Per cui, ne vedremo ancora delle belle...