Il Comune ne chiede il riconoscimento come bene immateriale Inviata all'Unesco la documentazione firmata da 90 operatori CREMONA La liuteria, un'eccellenza tutta cremonese, cerca l'incoronazione da parte dell'Unesco quale bene immateriale dell'umanità. Ieri il Comune, dopo l'analisi degli specialisti inviati dal ministero per i Beni culturali, ha provveduto a inviare tutta la documentazione relativa alla candidatura all'Unesco. Le carte predisposte hanno richiesto un notevole impegno da parte dell'amministrazione comunale e della facoltà di Musicologia. Il documento ha raccolto le firme di novanta liutai. La liuteria cerca l'incoronazione da parte dell'Unesco quale bene immateriale dell'umanità. Ieri il Comune ha provveduto a inviare dossier sulla candidatura all'Unesco, previa l'analisi degli specialisti del Ministero per i beni culturali. La candidatura Unesco ha richiesto la presentazione di una documentazione molto precisa e guidata che ha visto impegnato personale dell'amministrazione comunale e della Facoltà di Musicologia. Fulvia Caruso, ricercatore in Etnomusicologia presso la facoltà di palazzo Raimondi così spiega il lavoro fatto. «In un modulo, che si chiama ICH02, si è dovuto de scrivere in modo molto sintetico il bene immateriale in questione e soprattutto evidenziare la realtà che lo fa vivere: qual è la comunità o i singoli individui che lo praticano, dove e come spiega Caruso . Cosa che abbiamo fatto descrivendo il lavoro dei liutai, sottolineando ovviamente gli aspetti immateriali: una competenza che si acquisisce attraverso l'apprendimento da bocca ad orecchio affiancando buon maestro osservandone il lavoro e attraverso una lunga pratica». Poi l'Unesco ha premura che il bene immateriale, che per sua natura esiste solo quando viene praticato, sia ancora vivo e sia riconosciuto dallo Stato e dai portatori di questo bene' come un bene prezioso. Andava segnalato l'inserimento del bene in liste ufficiali dello Stato, e le misure di salvaguardia passate presenti e future continua la ricercatrice .Per le liste, ora la liuteria è inserita in quelle di beni del Ministero per i Beni Culturali, realizzando 15 schede di Beni Demo etnoantropologici Immateriali, consegnate all'Istituto Centrale del Catalogo e della Documentazione del MIBAC. Per le misure di salvaguardia invece abbiamo indicato prima di tutto l'attenzione e la trasmissione del sapere nelle botteghe, poi per il passato l'istituzione della Scuola di Liuteria, per il presente la realizzazione del nuovo museo del violino». In 90 liutai hanno formato e approvato l'avanzamento della proposta e si sono espressi in merito. Le dichiarazioni sono state consegnate assieme al modulo ICH02, raccogliendo lo stupore della funzionaria del ministero di fronte ad una tale adesione. «Importantissima è stata poi la documentazione audiovisiva continua Fulvia Caruso . Veniva richiesta una documentazione principale e una secondaria. Per la principale era necessario realizzare 10 foto e un video di 10 minuti. In così poco tempo bisognava spiegare tutto ciò che ruota attorno al manufatto liutario. Ha realizzato foto e video il regista Lorenzo Pizzi, della società Terra d'Ombra. Un professionista di sensibilità ed eleganza notevoli. Per la documentazione secondaria, era necessario realizzare 30 foto e un video di un'ora realizzato da Mino Boiocchi molto efficace. La consegna del materiale ha stupito gli stessi addetti e questo ci auguriamo sia un buon segno». Ecco la definizione di patrimonio culturale immateriale: «Si intendono per patrimonio culturale immateriale' pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e i saperi -dosi come gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi - che le comunità, i gruppi e, in alcuni casi, gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale. Tale patrimonio culturale intangibile, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e fornisce loro un senso di identità e continuità»