«NESSUNO sta gettando la spugna. Anzi, la maggioranza c'è, l'unico ostacolo è l'ostruzionismo del centrodestra». Sono giorni di passione per Marco Di Lello, assessore regionale all'urbanistica. L'occhio non può non corrergli all'orologio e ai calendari. É lui a dover reggere il fronte del condono. La Campania è praticamente l'unica grande Regione a non aver varato la sua legge sulla sanatoria. Una beffa, se si tiene conto che questa possibilità derivò da una sentenza della Corte costituzionale stimolata da un ricorso proprio della Campania contro il condono governativo, e che la Giunta fu anche la prima a produrre la sua normativa. Sennonché il Consiglio è rimasto l'ultimo ora a esaminarla. «D'altro canto - ammette l'assessore -non si può criticare più di tanto neanche questo, l'aula non è stata con le mani in mano, oggettivamente c'era lo statuto da fare». I termini però scadono il 12 novembre, cioè domani. E se la Regione non decide nulla, sarà l'unica a rimanere col cerino in mano, ovvero proprio con la contestata legge nazionale. Eppure ieri l'assessore era relativamente ottimista. Strano Consiglio quello di ieri. Fuori una marea di dichiarazioni polemiche, lo scontro al limite delle male parole fra il diessino Daniele e il finiano Ronghi, i puntini sulle «i» di fette del centrosinistra che pure qualche modifica la vogliono al testo, troppo draconiano, proposto dalla Giunta. Dentro invece un fitto viavai di contatti, il lento maturare forse di un accordo. Del quale il segno più evidente era la presenza consistente della maggioranza in aula, ma anche quella di un nutrito pacchetto del centrodestra. Circolava nei corridoi un principio pratico, molto pratico: meglio 300 metri cubi che 750, come prevede la legge nazionale che entrerebbe in vigore in assenza di una normativa regionale. Si tratta delle volumetrie per le quali dovrebbe scattare il condono. La Giunta prevedeva un massimo di 150. Ma lo spauracchio del nulla di fatto potrebbe produrre il lieve aumento di quel limite, secondo uno schema approntato dal capogruppo della Margherita Enzo De Luca. Persino Raffaele Petrone, ex rifondatore ora nel gruppo misto, presidente della commissione competente, denunciava il condono come pratica scorretta, spesso veicolo di fenomeni malavitosi, ma infine invitava comunque a votare un documento. Naturalmente non è solo un problema di volumetrie. Dietro ai distinguo di Andrea Losco o di Antonio Simeone, gli uomini che più hanno criticato in questi giorni l'immodificabilità del testo dilelliano, si nasconde l'attenzione al cosiddetto abusivismo di necessità, caro anche al centrodestra. La cosa però interessa anche aree tabù come Ischia, in gran parte vincolata, o l'area rossa nel parco del Vesuvio, dove la Giunta prevede invece la tolleranza zero. In effetti nella montagna di emendamenti proposti dall'opposizione, circa 400, ce n'erano anche un paio dell'udeurrino Insigne e di Casillo della Margherita che tentavano di affrontare anche questa questione. Ma ieri Di Lello faceva professione di ottimismo su questo, sulla inviolabilità di queste aree. La speranza è che, limando sui volumi, anche l'opposizione receda dall'idea di consegnare al paese l'immagine di una Regione che non coglie l'occasione per decidere di suo in materia. E infatti in serata lo stesso Bassolino ha preso la parola per chiedere all'opposizione lo stop all'ostruzionismo e mettere sul piatto la disponibilità della Giunta di discutere «alla luce del sole, qui in aula, anche stasera, domani mattina prima della prossima seduta di Consiglio». Certo Ronghi gli ha risposto in aula che è troppo tardi, ma oggi c'è appunto una nuova seduta, in politica è quanto basta.
Napoli. Condono, Bassolino tende la mano. Ultime 24 ore di tempo per approvare la legge o la Campania eredita la normativa nazionale.
L'assessore regionale all'urbanistica Marco Di Lello sta affrontando la sfida del condono per la Campania, che è stata bloccata dal Consiglio regionale. La legge nazionale sul condono entrerà in vigore se la Regione non varerà la sua normativa entro il 12 novembre. Di Lello è stato relativamente ottimista ieri, ma il Consiglio ha espresso una posizione contraria, con dichiarazioni polemiche e un fitto viavai di contatti con l'opposizione. Il centrodestra ha proposto emendamenti per limitare il condono, mentre l'opposizione ha cercato di affrontare anche la questione dell'abusivismo di necessità.
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