Decisioni prese nel vertice in Prefettura per le serre storiche (vuotate) e per il restauro delle mura perimetrali e al parco. Serve un accordo formale Finanziamenti già per quest'anno, e poi per i prossimi due, sono stati promessi dal ministero dei Beni culturali per il restauro delle serre storiche di Miramare (dopo che il Parco tropicale coi colibrì sarà sistemato nella nuova sede). Ma anche per la messa in sicurezza dei muraglioni di contenimento di parco e castello le cui pietre di copertura stanno cedendo, e per la cura della vegetazione sofferente, con tanti alberi schiantati. Tutto questo rientrerà in un accordo di programma da siglare tra Stato e Regione, cofinanziatori, dato l'interesse manifestato ieri dal Friuli Venezia Giulia a un rilancio economico e turistico del sito triestino. Sono le notizie uscite dal vertice nel palazzo di Governo presieduto dal prefetto Alessandro Giacchetti, riunione a molte voci, con due capi di Gabinetto ministeriali, convocata prima di tutto per sancire un prossimo trasferimento alla Casa delle farfalle di Bordano, in Friuli, dei colibrì sfrattati. In Prefettura tavolo grande. C'erano il direttore regionale dei Beni culturali, Giangiacomo Martines, i soprintendenti Luca Caburlotto e Luca Rinaldi, la direttrice di Miramare, Rossella Fabiani, il capo di gabinetto del ministero dei Beni culturali, Salvatore Nastasi, e il vice capo di gabinetto dell'Ambiente Paola Lucarelli, il docente udinese consulente per i colibrì, Piero Susmel. Per la Regione, l'assessore alle Finanze e al patrimonio, Sandra Savino, soddisfatta dell'esito: «La Regione comparteciperà alle spese per un terzo del totale, il ministero metterà comunque subito a disposizione 200 mila euro per le serre». Nastasi ieri mattina presto aveva fatto un veloce sopralluogo a Miramare, e dopo il vertice in Prefettura ha fatto visita al teatro Verdi, per salutare il direttore generale Giuseppe Ferrazza (il soprintendente Antonio Calenda era a Messina per il debutto di "Cercando Picasso" con Albertazzi). E quindi per l'ultima tappa prima di pranzo e partenza si è spostato in Porto vecchio, con la guida di Antonella Caroli, ispettore onorario del ministero e principale patrocinatrice del museo storico del porto con la sua asburgica centrale idrodinamica (assente la padrona di casa, la presidente dell'Autorità portuale, Marina Monassi). Che cosa dice dunque l'emissario del ministero di tutte queste partite sui beni statali di stanza a Trieste? C'è una sola risposta, ripetuta più volte e sempre più bruscamente. Il capo di gabinetto Nastasi spazza via i giornalisti con gesto e termini espliciti: «Non parlo con la stampa, non mi interessa, non dico niente». «È l'inizio di una collaborazione tra Stato e Regione per i beni culturali - sottolinea Martines -, grazie alla regìa del prefetto Giacchetti. Il finanziamento per rimettere in sesto le serre storiche arriverà già quest'anno, mentre a inizio 2012 e nel 2013 sono stati assicurati fondi per la ricostruzione dei muraglioni di Miramare e anche per un controllo geotecnico dello sperone di roccia su cui sorge il castello. Non c'è evidenza di problemi di stabilità, ma è necessario un controllo. Per il parco e la sostituzione delle piante, a rischio specie con la bora, si dovrà fare un appalto di gara. Sono da ripristinare anche vialetti e scalinate, che radici emergenti e gelo invernale rovinano».