Gli ultimi rilievi segnalano un'allarmante alterazione strutturale. Cosa si può fare per arrestarne la rovina? Le Torri di Bologna, Garisenda e Asinelli, non se la passano bene. Un noto geofisico, Enzo Boschi, ha voluto misurare con innovativi strumenti di rilevazione il livello di alterazione delle loro strutture. I risultati sono stati allarmanti: le torri, che poggiano unicamente su cortine in laterizio, sfidando le leggi della fisica, stanno accentuando la loro secolare flessione, come se si torcessero attorno a se stesse. Mancano dati altrettanto attendibili sul passato per poter avere certezze a riguardo, ma è molto probabile che l'incremento della torsione sia determinato dalle vibrazioni provocate dall'intenso traffico stradale che si è sviluppato attorno alle Torri, ora prevalentemente di mezzi pubblici. La soluzione per interrompere il circolo vizioso, dice Boschi, sarebbe la creazione di un'isola pedonale ad hoc. Senonché, il Comune avrebbe deciso a suo tempo di far passare vicino alle torri la Civis, una nuova, contestata filovia a guida ottica, che però sembra troppo costosa e con rendimenti ottimali solo in percorsi perfettamente rettilinei. Possibile che nella Bologna di Cervellati, maestro della tutela dei centri storici, non si siano verificate preventivamente le condizioni delle Torri prima di decidere il percorso della filovia? Un capolavoro romano del Vignola, Sant'Andrea sulla Flaminia, presente in tutti i manuali di storia dell'arte, è da vent'anni offeso da un tram che passa a qualche metro dal suo ingresso. Si pensava che fosse un oltraggio irripetibile, e invece si è cercato di replicarlo a Firenze, davanti al Battistero, e ora a Bologna. È così difficile, in questa Italia che si dice culturale - e parlo soprattutto degli amministratori locali - che i tram passino a non meno di 50 metri di distanza da qualsiasi monumento di rilievo?