Mancava solo quella, e cioè la data d'avvio. Ora è arrivata. La carta unica dei musei di Firenze parte il prossimo 25 marzo, in occasione del Capodanno Fiorentino. Da allora in poi chi lo vorrà potrà comprare un solo biglietto d'ingresso per visitare trentatré musei fiorentini. Tra questi le principali sedi espositive di proprietà dello Stato e del Comune tra cui, naturalmente, la galleria degli Uffizi e quella dell'Accademia, ma anche il Bargello, Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti. La card costerà 50 euro, avrà la durata di 72 ore e ma non poteva essere diversamente avrà stampata su un'immagine del Davide di Michelangelo opera simbolo di Firenze nel mondo. L'accordo siglato tra Matteo Renzi e il ministero dei Beni culturali prende insomma il via e con esso nelle casse del Comune si prevede che entreranno circa 4 milioni di euro l'anno. Il patto, che ha visto in prima linea su Roma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, mentre per la città è stato seguito personalmente dal sindaco, prevede, infatti, che il 20 per cento degli introiti della nuova card vengano gestiti da Palazzo Vecchio. Con una clausola però: il Comune si è impegnato a investire questi fondi su progetti, approvati dal ministero, che puntino a tutelare il decoro delle aree limitrofe alle sedi museali. E con un vincolo: la prima tranche di questi fondi dovrà essere investita per la definizione dei Grandi Uffizi e per il completamento del secondo lotto di lavori.
E per il Capodanno (fiorentino) arriva la carta unica dei musei
La carta unica dei musei di Firenze, che permetterà di visitare trentatré musei fiorentini, sarà disponibile a partire dal 25 marzo. La carta costerà 50 euro e avrà una durata di 72 ore. Sarà stampata su un'immagine del Davide di Michelangelo. L'accordo tra il Comune di Firenze e il ministero dei Beni culturali prevede che il 20% degli introiti della carta vengano gestiti da Palazzo Vecchio, con la clausola che questi fondi vengano investiti su progetti che tutelino il decoro delle aree limitrofe alle sedi museali. La prima tranche di questi fondi dovrà essere investita per la definizione dei Grandi Uffizi e per il completamento del secondo lotto di lavori.
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