Per il ministro Maroni la partita si chiuderà entro marzo ROMA. Il rimpasto «a questo punto si farà», assicura Umberto Bossi, all'indomani della cena del lunedì ad Arcore in cui lo stato maggiore della Lega, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, hanno parlato proprio dei "ritocchi" da apportare alla squadra di governo e delle nomine ai vertici delle aziende pubbliche. Ci sarà spazio «anche per noi», assicura Bossi, le caselle da riempire «sono tante». Lo conferma anche Roberto Maroni, indicando il tempo a disposizione di Berlusconi, con il quale tutto sarà comunque «concordato», per completare riassetto e nomine. «Entro fine marzo», spiega il ministro dell'Interno, ricordando che per il 4 aprile dovrà essere chiusa la partita sul rinnovo dei vertici nelle aziende pubbliche. «Con l'uscita di Fli dalla maggioranza si sono liberati dei posti che devono essere ricoperti. C'è per esempio un ministero importante, quello dei rapporti con l'Unione europea che è ancora vacante e poi ci sono sottosegretari e viceministri che hanno abbandonato il governo e che devono essere sostituiti», avverte Maroni, confermando che, nella ridefinizione degli assetti, il Carroccio non ha nessuna intenzione di lasciare campo libero agli appetiti dei Responsabili e di coloro che hanno garantito sostegno al governo nella fase critica delle scorse settimane. Maroni assicura che la Lega non punta ad avere nuovi ministri, ma appare chiaro che nelle scelte di dicasteri "delicati" come, appunto, quello dei rapporti con la Ue, non resterà a guardare. La candidatura di Paolo Bonaiuti, ipotizzata ultimamente, sembra così non molto realistica. «Serve qualcuno che vada a fare le pulci a Bruxelles, che conosca bene i meccanismi della commissione e, magari, le lingue», sottolinea Maroni. Un "duro", insomma. Il ministero dell'Agricoltura, se Giancarlo Galan andrà a sostituire Sandro Bondi alla Cultura, potrebbe toccare al Carroccio, che proverebbe così a risolvere la questione delle quote latte. Il vero obiettivo di Bossi, comunque, è Finmeccanica e l'industria aeronautica che fa parte del gruppo. Le cui aziende sono tutte al Nord. Una poltrona "pesante", per cui la Lega avrebbe già alcuni candidati da indicare. I bene informati spiegano che a via Bellerio si privilegerebbe una scelta interna. Per la guida del gruppo si fa il nome di Giuseppe Orsi, a.d. di Augusta Westland. È gradito al movimento, anche se non è ufficialmente un tesserato. E soprattutto è un pupillo di Tremonti. Tra i posti di governo, la partita sulle nomine nelle aziende pubbliche e le candidature per le prossime amministrative, Berlusconi si trova davanti a un vero e proprio gioco a incastri. A complicare le cose, ci sarebbe anche lo stop all'ipotesi di un aumento del numero dei sottosegretari arrivato direttamente dal Quirinale. Giorgio Napolitano avrebbe infatti fatto filtrare a Gianni Letta non solo una certa irritazione, ma anche una decisa contrarietà all'ampliamento dell'esecutivo. Le nomine ministeriali rischiano così di non poter essere compensate con le caselle dei sottosegretari.