L'annuncio delle dimissioni lanciato dalle pagine del Giornale dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha attirato le attenzioni del movimento ecologista europeo Fare Ambiente, che idealmente si stringe attorno al ministro. I membri di FareAmbiente chiedono compatti al titolare dei Beni culturali di non lasciare: "Bondi vada avanti e concluda il buon lavoro di questi anni", l'appello di Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente, che afferma: "Auspico che Sandro Bondi non si dimetta e porti a termine il buon lavoro, che tra mille difficoltà, ha svolto nel corso degli ultimi 3 anni". Tra i motivi dell'abbandono il ministro Bondi indica il non essere riuscito "a convincere pienamente il governo del ruolo strategico che può avere la cultura in Italia" ed aggiunge alle motivazioni "la violenta campagna di stampa" mossa contro di lui. Lo sfogo di Sandro Bondi, nel spiegare la sua decisione, è amaro: "Non sono stato sostenuto - spiega - con la necessaria consapevolezza da quei colleghi che avrebbero potuto imprimere insieme a me una svolta nel modo di concepire il rapporto tra Stato e cultura in Italia" Bondi è determinato, il ministro ha reso noto che la lettera di dimissioni è già nelle mani del premier e "deciderà lui quando sostituirmi, ma è questione di giorni", inoltre ribadisce che non lascia "per assumere un ruolo nel Pdl, dove rimarrò finche Berlusconi lo vorrà". Ora la decisione finale sulle sorti del ministero della Cultura spetta al presidente Silvio Berlusconi. Dal canto suo il presidente Pepe fa un ultimo appello: "Il suo contributo - continua il presidente Pepe - è troppo prezioso per essere interrotto bruscamente per polemiche sterili e strumentali. A nome di tutta FareAmbiente, spero vivamente che il presidente del consiglio respinga le sue dimissioni confermando così un giudizio positivo della sua attività ministeriale volta alla tutela propositiva e non ideologica come quella cara alla sinistra". In caso di uscita di Bondi dal dicastero dei Beni Culturali, il testimone potrebbe passare all'attuale ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan, le cui azioni prendono sempre più quota tra i possibili successori. Tra i papabili ci sono anche l'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e Gaetano Quagliarello vicepresidente dei Senatori del Pdl.