Sei milioni e 909.071 euro per la nuova sede della Biblioteca nazionale di archeologia e storia dell'arte. Lo stanziamento previsto nella lista degli interventi del Lotto serve a rilanciare un progetto che non pare decollare mai: il restauro di Palazzo Nardini, il chiacchieratissimo palazzetto del Governo Vecchio in cui da piazza Venezia dovrebbe traslocare la più importante istituzione specializzata in archeologia ed arte, da anni in preda a difficoltà, chiusure temporanee, traslochi. La sede, confermano dal ministero dei Beni culturali, è proprio quella, lo storico e decrepito edificio in cui una trentina di anni fa hanno vissuto momenti intensi le femministe romane. La conferma viene dal nuovo direttore dei beni librari, Luciano Scala, che ha ereditato l'irrisolto problema e la scelta del Governo Vecchio dal suo predecessore Francesco Sicilia. Ma la scelta e i nuovi fondi rischiano di riaprire un vecchio contenzioso: secondo autorevoli opinioni Palazzo Nardini è inadeguato allo scopo. «Il problema è che Palazzo Nardini offre non più di 3500 metri quadri, più o meno quanti occupati dalla biblioteca dentro l'attuale sede che risulta inedaguata, Palazzo Venezia». L'osservazione è dell'attuale direttrice dell'importante biblioteca, Stefania Murianni. «Troppo poco per i nostri 600 mila volumi, quanti sono attualmente ospitati a Palazzo Venezia dopo l'alleggerimento di 100 mila testi trasferiti nella Sala Crociera del Collegio Romano. Purtroppo non sono stata chiamata a fare sopralluoghi e da parecchi mesi non ne avevo più sentito parlare. Gli ultimi incontri sul tema risalgono a un anno fa». E ora sul palazzetto, già beneficiato in un protocollo della Regione di altri 5 milioni di euro, piovono ben 7 milioni di euro. Riusciranno a renderlo «adeguato»?