Rischio chiusura Roberto Benigni: «Un archivio immenso. Là c'è la nostra memoria e ci sono i nostri sogni» Appelli dal mondo politico e dello spettacolo: patrimonio culturale da salvaguardare 7 Milioni di euro destinati nel 2011 a finanziare Cinecittà. Nel 2004 erano stati 29 e 17,2 nel 2010 «Là dentro c'è tutta la nostra memoria, tutti in nostri sogni. Un archivio immenso, la nostra storia. Ma come si fa chiudere la Storia?» Così, Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi hanno voluto commentare il «rischio chiusura» di Cinecittà per mancanza di fondi. Allarme anche dal mondo politico: per il presidente della Provincia Zingaretti «la chiusura di Cinecittà sarebbe un oltraggio al mondo della cultura». Parole condivise dalla presidente della Regione, Renata Polverini che ha annunciato il suo impegno «in sinergia con il Ministero dei Beni Culturali per il rilancio di Cinecittà che da sempre contribuisce al contesto culturale regionale e nazionale». Preoccupazione condivisa anche dal sindaco Gianni Alemanno che ha lanciato un appello al governo «per una soluzione valida che investa nel settore». «Là dentro c'è tutta la nostra memoria, tutti in nostri sogni fabbricati per uomini svegli. Un archivio immenso. La nostra storia. Ma come si fa chiudere la Storia?» Così, Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi hanno voluto commentare il «rischio chiusura» di Cinecittà per mancanza di fondi. E il consigliere comunale del Pd Athos De Luca ha ricordato che dn un Paese come la Francia, l'ipotesi che un istituto come Cinecittà Luce possa chiudere avrebbe provocato le immediate dimissioni del ministro in carica Invece, qui, l'insipienza e l'indiscriminato taglio di risorse da parte del governo e il silenzio inqualificabile del ministro per i Beni culturali, ci costringono a difendere anche beni intangibili del nostro Paese». Dopo l'allarme lanciato da Luciano Sovena, amministratore delegato di Cinecittà Luce spa (nata nel 2009 dalla fusione di Cinecittà Holding con l'Istituto Luce e l'incorporazione di Filmitalia) sui finanziamenti stanziati per il 2011, (7,5 milioni dal Fus, il Fondo unico per lo spettacolo) che a mala pena serviranno a pagare «soltanto gli stipendi o poco più», il presidente della Provincia Nicola Zingaretti ha dichiarato che «la chiusura Cinecittà sarebbe un oltraggio al mondo della cultura e un vero e proprio atto delittuoso che provocherebbe danni irreparabili all'occupazione e allo sviluppo del settore cinematografico, in particolare sul nostro territorio. Una struttura di questo livello deve essere sostenuta - ha concluso Zingaretti - e la destra non può permettersi di far perdere al mondo della cultura italiana una delle sue eccellenze». Preoccupazione condivisa anche dal sindaco Alemanno che ha sottolineato come «Cinecittà, dopo Hollywood, è la più grande casa del cinema, in Italia e nel mondo. I suoi studi costituiscono un patrimonio da difendere, così come l'archivio, immenso e storico, del vecchio Istituto Luce». Il sindaco ha quindi voluto lanciare un appello al governo «perché trovi una soluzione valida per non disperdere le straordinarie risorse di Cinecittà ma capace allo stesso tempo di investire nel settore e tutelare un'istituzione così importante. Incontrerò presto i vertici di Cinecittà Luce - ha concluso Alemanno - per affrontare meglio l'argomento». «Paradossale» per il capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione cultura al Senato, Fabio Giambrone, che «il centrodestra faccia un appello a se stesso per salvare il polo Cinecittà-Luce, quando è stata la sua politica dei tagli con la roncola a metterlo in ginocchio». A sottolineare da progressiva diminuzione dell'impegno dello stato nella cultura», anche il consigliere regionale dell'Udc Pietro Sbardella per il quale «la riduzione di quasi 23 dello stanziamento per Cinecittà luce azzera ogni dubbio. Siamo in piena emergenza civile». Dalla Regione, infine, il presidente Renata Polverini ha annunciato il suo impegno «in sinergia con il Ministero dei Beni Culturali per il rilancio di Cinecittà che da sempre contribuisce al contesto culturale regionale e nazionale».