Era l'obiettivo di Napoleone, ora lo svela una straordinaria scoperta Le carte ritrovate nell'archivio Fantoni Sui documenti un convegno internazionale da organizzare a Portoferraio ad ottobre PORTOFERRAIO. Un semplice disegno, un pezzo di carta sgualcito ma capace di cambiare la storia. Un documento inedito, rinvenuto nell'archivio di stato di Massa, mette sotto una nuova luce il soggiorno elbano di Napoleone nella villa di San Martino. Autrice della scoperta, la storica Monica Guarraccino, da quattro anni sulle tracce della documentazione relativa agli anni napoleonici in Toscana, negli archivi di tutta Europa. «Qualcosa mi diceva di cercarenel fondo Fantoni» racconta. Il conte Agostino Fantoni, l'uomo che fu incaricato di recarsi sull'isola dopo la fuga di Bonaparte e di prendere possesso delle sue residenze. «Si occupò di redigere gli inventari delle ville - spiega la storica - ma le notizie su San Martino sono sempre state scarsissime». Nell'archivio di Massa Guarraccino ha rinvenuto un progetto illustrato della villa, commissionato dallo stesso Napoleone all'elbano Giacomo Mellini, suo uomo di fiducia. Vi è il prospetto della residenza e la pianta con la suddivisione delle stanze e l'indicazione della loro funzione. Una vera e propria fotografia di come doveva presentarsi la villa nel 1815. A ciò si aggiunge un acquarello che ritrae la vallata di San Martino, con l'omonima villa sullo sfondo. «Il ritrovamento mette un punto fermo ad un'ipotesi sulla quale lavoravo da tempo - spiega Guarracino - dimostrare l'intenzione di Bonaparte di portare la residenza elbana al livello delle grandi dimore imperiali francesi. La balaustra, il terrazzamento posteriore, nonché i colori, ne sono la conferma». Così la storia del soggiorno napoleonico all'Elba cambia. «Non si tratta di un mesto ritiro campagnolo, abitato da un inquilino triste che sedeva su piccole sedie impagliate - sostiene Roberta Martinelli, direttore dei musei delle residenze napoleoniche - da oggi si deve pensare ad un Bonaparte che nonostante l'esilio continuava a muoversi e a sentirsi imperatore». «La scoperta permette di dare il via ad un'operazione di restauro della struttura storicamente corretta - chiude il sovrintendente Agostino Bureca - abbiamo appaltato il primo lotto di interventi, fra poco partiranno i lavori». Il ritrovamento del carteggio di Fantoni si inserisce in un progetto di studi che la Soprintendenza dei beni culturali, con il finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno e Lucca, porta avanti ormai dal 2007. «Si tratta di un programma di ricerche che ha l'obiettivo di valorizzare e chiarire la presenza napoleonica in Toscana in vista del 2014, bicentenario dell'arrivo sull'isola» spiega Luciano Barsotti, presidente della Fondazione di Livorno. E dopo quest'ultimo ritrovamento spunta l'ipotesi di un convegno internazionale da realizzare a San Martino entro ottobre. «La residenza privata e la villa dei Mulini sono visitate ogni anno da migliaia di turisti - continua Barsotti - rendendo più funzionali gli spazi espositivi sarebbe possibile incrementare il turismo culturale dell'isola coinvolgendo positivamente anche gli enti locali». Un vuoto assoluto finora ha regnato su questa pagina di storia «eppure in quei 10 mesi - afferma Martinelli - il destino dell'Europa passò proprio da qui». E in vista del 2014 la Fondazione annuncia: «nei nostri archivi abbiamo 70 stampe napoleoniche, uniche nel loro genere, che riproducono con esattezza scene di vita quotidiana dell'epoca e episodi di guerra. Il nostro obiettivo è quello di installare un'esposizione permanente, dando vita ad un centro di studi napoleonici di rilevanza internazionale sull'isola».