Un convegno internazionale vedrà nell'antica città greca alcuni dei più prestigiosi architetti del mondo. E una mostra delle avanguardie siciliane Il 12 marzo verrà inaugurata a Selinunte una mostra dedicata a sette architetti operanti in ... Luigi Prestinenza Puglisi Qual è lo stato di salute dell'architettura contemporanea in Sicilia? Eccellente se paragonato ad altre realtà. Registriamo infatti la diffusione capillare nel territorio di un certo numero di studi di architettura che producono opere di buon livello. Vi è poi la presenza di tre facoltà di architettura. La funzione vivificatrice di istituti quali l'InArch Sicilia che puntano allo svecchiamento del contesto culturale, con continue iniziative. I premi di architettura, tra questi Quadranti, che si svolge a Pedara, e Ance Catania, che valorizzano quanto di meglio si produce nel territorio. Il ruolo propulsivo a livello nazionale e internazionale , infine, che sta assumendo Selinunte con iniziative quali workshop, concorsi, convegni e mostre. Il risultato è che in tutte le ricognizioni dell'architettura italiana figurano da protagonisti diversi progettisti siciliani. Da qui l'idea di organizzare sempre a Selinunte una mostra che inaugurerà sabato 12 marzo dedicata a sette architetti operanti in aree territoriali diverse dell'isola: Architrend, Arrigo, Cusenza-Salvo, Iraci, La Monaca, Scau, UFO. Il pretesto è la concomitanza di un importante simposio internazionale, con sede nel parco archeologico e nella vicina città di Castelvetrano, organizzato dall'Associazione Italiana di Architettura e Critica, dal titolo: Architects Meet in Selinunte ( Gli architetti si incontrano a Selinunte). Il simposio, che si svolge dall'11 al 14 marzo, vedrà la presenza di progettisti e critici di fama mondiale quali Daniel Libeskind, l'autore della ricostruzione di Ground Zero a New York, James Wines, Neil Leach, Bill Menking, Hans Ibelings, Dante Benini, Mario Cucinella e di numerosi talenti under 35, provenienti da tutto il mondo e giudicati come i migliori della loro generazione. Chi sono i sette progettisti siciliani selezionati per la mostra? Architrend, ha sede nell'area di Ragusa e si caratterizza per coniugare una tradizione di essenzialità costruttiva con opere di una certa complessità formale poer permettere agli edifici un continuo dialogo con l'ambiente circostante. Renato Arrigo, che opera a Messina, persegue un riduzionismo memore delle ricerche minimaliste ma che, rispetto a queste, è pervaso da una forte componente emozionale per costruire un mondo tra il giocoso, il magico e l'onirico. Il duo CusenzaSalvo, che ha sede a Trapani, lavora sull'eterno gioco degli opposti: compostezza geometrica e apertura al paesaggio, materia e colore, spazi compressi e improvvise aperture alla luce. Antonio Iraci, il cui studio Archiline ha sede a Catania, fa convivere materiali e forme diverse, che attingono alla tradizione dell'International Style, con aperture lussuose, gestuali, barocche. Orazio La Monaca deve la sua notorietà al Municipio di Castelvetrano, la città dove ha sede il suo studio: un'opera sorta a seguito di concorso in un terreno strappato alla mafia. Il suo lavoro si caratterizza per una inesauribile curiosità e passione per i materiali: dal legno al vetro, dall'acciaio alle fibre naturali. Non minore passione per i materiali troviamo nello Studio Scau, con sede a Guardia di Acireale. Da qui la sperimentazione di tecniche consolidate e tradizionali accanto ad altre più recenti e tecnologicamente evolute. Ufo, acronimo di Urban Future Organization, è uno studio transnazionale che ha una delle sue sedi a Pace del Mela, in provincia di Messina e altre nelle più importanti capitali europee e in oriente. I lavori eseguiti in Sicilia dallo studio emergono per ricchezza spaziale. C'è motivo per essere ottimisti? Direi di sì. Intanto perché in Sicilia, oltre a questi sette progettisti, esistono numerose altre figure di eccellenti professionisti, coetanei o più anziani, dei quali potremo parlare in altre occasioni. E poi, soprattutto, perché dopo i sette qui selezionati sta affacciandosi una generazione più giovane di talenti che ci fanno ben sperare: Autonome Forme, Luca Bullaro, Antonio Cardillo, Francesco Librizzi, Ernesto Mistretta, Francesco Moncada, Zero Architetti solo per citarne alcuni. Promessa, questa, che dell'architettura siciliana continueremo a sentire parlare per ancora molto tempo. 09032011