«Cinque milioni? Al Palatino ne servono cento» La cifra stanziata dal ministero. Il sovrintendente La Regina: «Qui manca un piano globale» Sul colle di tufo dove si trova la capanna di Romolo, crepe smottamenti e transenne. Povero Palatino. Una piccola pioggia di euro esce dal ministero dei Beni culturali che nei giorni scorsi ha predisposto il piano triennale 2004-2006 per gli interventi su cui convogliare i soldi del Lotto. La quota degli utili derivanti dall'estrazione del gioco ammonta in sede nazionale a 322 milioni di euro. Al Lazio il ministero ha riservato 47,5 milioni di euro. E al Palatino, il bene archeologico più importante e disastrato che ci sia a Roma, andranno soltanto 5,5 milioni: serviranno a finanziare il cantiere di restauro della Domus Tiberiana. «Per la Domus avevamo chiesto 7 milioni, ne arrivano un po' meno, pazienza - commenta il sovrintendente archeologico di Roma, Adriano La Regina -. Cercheremo come sempre di far fronte, ma voglio ricordare che oltre alla Domus Tiberiana bisognerebbe intervenire, con urgenza, su tutto il colle. Anni fa fu preparato un progetto complessivo, con i soldi di allora si ipotizzò la necessità di un intervento di oltre 200 miliardi di lire. Oggi, col passare del tempo e con l'euro, sono diventati sicuramente di più...». Povero Palatino. C'è a Roma, nel suo cuore più remoto e antico, un mondo fantastico di meraviglie romane che cade a pezzi. Il posto dove sono vissuti Romolo, Cicerone, Augusto, Tiberio, Nerone, Caligola. Insomma la storia di Roma, concentrata in un colle di tufo, bucato da gallerie, cave, cisterne, cunicoli, fessurazioni, criptoportici nascosti oggi da una cinta di bastioni su un paio di lati e sopra, al confine col Foro, da un giardino cinquecentesco ricco di piante rare e di radici prepotenti che spaccano pietre millenarie. Un mondo fantastico, per metà inesorabilmente chiuso al pubblico, che rischia di cedere e crollare da un momento all'altro. È la nostra Acropoli. In Grecia per salvare la loro il ministro Tripanis ideò un piano d'intervento globale. Qui siamo fermi al sopralluogo ministeriale del dicembre 2003 che visitò il colle e vide gli sconquassi. Il risultato sono ora questi 5,5 milioni. Un po' poco. Resta off limits il Palatino, con le sue ferite che sono reali: spaccature, crepe, smottamenti, crolli. Off limits come subito all'ingresso la spianata sotto la chiesa di San Bonaventura. Accanto c'è transennato il basamento del tempio di Giove Statore: appare spaccato e sprofondato nel terreno. Più in alto, sotto le mura crepate del vasto palazzo dei Flavi, c'è la Domus transitoria di Nerone, altrettanto grande, forse il pezzo iniziale della Domus Aurea: chiusa da sempre. Piccoli interventi sono in corso sul tempio della Vittoria e su quello della Magna Mater, alle capanne romulee è stato tolto il tetto d'eternit, la domus di Augusto resta chiusa. Sotto, un piccolo intervento ha tamponato brutte ferite nelle Arcate Severiane. Dall'altra parte, verso il Foro, ecco il criptoportico sotto l'Orto Farnesiano: nasconde un baratro. Infine la Domus Tiberiana, sui cui bordi, in direzione del Foro e di San Teodoro, si lavora da tempo. Sono ben due ettari di cunicoli, maestosi e altissimi spaccati di colle che sembrano incisioni di Piranesi. Lì stava venendo giù la collina, con i soldi del Piano archeologico nazionale è stato avviato il cantiere. Ora si continua. «Per il Palatino abbiamo ancora una speranza, i soldi per la linea C della metro - spiega il sovrintendente La Regina -. Abbiamo chiesto 35 milioni di euro, ma intendiamoci: sono il minimo per mettere in sicurezza quanto è in pericolo. Per salvare il colle ci vorrebbe invece un piano globale a cominciare dalla sistemazione idro-geologica dell'intero Palatino. Per poi passare a studi, scavi, restauri, riaperture...».
II Palatino vince al Lotto solo 5 milioni. Dai Beni culturali 47 milioni alla regione. Critico il sovrintendente: II dissesto del colle richiede un piano globale
Il ministero dei Beni culturali ha predisposto un piano triennale 2004-2006 per gli interventi su cui convogliare i soldi del Lotto. Al Palatino, il bene archeologico più importante e disastrato, sono stati assegnati 5,5 milioni di euro, che serviranno a finanziare il cantiere di restauro della Domus Tiberiana. Il sovrintendente archeologico di Roma, Adriano La Regina, ha commentato che la cifra è un po' poco e che bisognerebbe intervenire con urgenza su tutto il colle. Il Palatino è un mondo fantastico di meraviglie romane che cade a pezzi, con spaccature, crepe, smottamenti e transenne.
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