Giuseppe Arancio capogruppo consiliare del Partito Democratico Piano regolatore generale? Scusate il disturbo. Si ricomincia daccapo. Il piano paesistico rende inutile il Prg ancor prima che venga approvato definitivamente. Rischia di essere carta straccia quella adottata a giugno dal commissario ad acta per il Piano regolatore generale nominato dalla Regione. Ma andiamo con ordine e ricordiamo la vicenda nella sua collocazione cronologica. Mentre in città era in corso il ballottaggio per la poltrona di sindaco, il commissario ad acta approvava il Prg. Un atto seguìto, naturalmente, dai soliti proclami trionfalistici della politica. Poi un interminabile viavai verso Palermo a chiedere correzioni, fare aggiustamenti; segno evidente che la fretta nell'iter di adozione non aveva prodotto un giusto "parto". Il 24 settembre il Prg adottato dal commissario è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana e si sono aperti i termini per le "eventuali" contro deduzioni. Ebbene, oltre 500 osservazioni ed opposizioni sono state trasmesse al progettista del Prg, l'architetto Leonardo Urbani. Ma comunque sembrava che tutto filasse liscio, con il sindaco a inizio d'anno fiducioso sul completamento dell'istruttoria entro febbraio per poi passare gli atti al consiglio. E invece - e qui è storia recentissima - che succede? All'Urbanistica si rendono conto (ma perché soltanto ora ...?) che con l'adozione del Piano paesistico, il 12 dicembre 2009, quel Prg è morto ancor prima di nascere. Il piano paesistico è uno strumento superiore al Prg e prevede per il territorio gelese vari vincoli. Un esempio è Manfria: nel piano paesistico ci sono tanti vincoli che nel Prg non esistono. Insomma i due strumenti urbanistici, uno della Soprintendenza, l'altro del Comune non "dialogano" anzi sono in contrasto tra loro. E ora che succede? Che essendo "superiore" il piano paesistico, l'attività urbanistica rischia di paralizzarsi. In una vasta porzione del territorio non si potrà piantare più un solo... chiodo. Non si può nemmeno andare avanti nell'iter del Prg, che deve comunque rispettare il piano paesistico. Ma perché si è arrivati a questo punto? Come mai politici e organismi tecnici non si sono accorti di nulla? Il Comune si è occupato mai di controllare il Piano paesistico e metterlo in relazione con il Prg o presentare ricorso al Tar contro lo stesso Piano paesistico? Il caso viene a galla ora e l'unica speranza di sbloccare la situazione - dicono i beninformati - sta nel ricorso presentato dall'on. Federico per ottenere l'annullamento per vizi di forma del decreto di adozione del Piano paesistico. Iniziativa appoggiata dal sindaco Fasulo. Come finirà? «Scusate abbiamo sbagliato». Ma dopo 18 anni è davvero troppo... M. C. G. 09032011