URGE RESTAURO. «Brescia la forte, Brescia Leonessa d'Italia»: le scritte che compaiono sul fronte della struttura sono clamorosamente smentite dai rischi di crollo L'assessore al Lavori pubblici Mario Labolani promette che l'intervento inizierà a breve E che presto ritornerà il «Bigio» La sorte è capace di infinite ironie, e a volte neanche tanto sottili. «Brescia la forte, Brescia Leonessa d'Italia», c'è scritto sul fronte dell'Arengario di piazza Vittoria che rischia di cadere a pezzi. Ma dov'è la forza? I bassorilievi di Antonio Maraini che fissano sulla pietra rosa di Tolmezzo gli snodi della storia della città sono crepati dal tempo, manco fossero datati avanti Cristo. E sembrano cedere le armi all'esercito di lamiere d'auto che li assedia ogni giorno. Ironia a seguire, quel pezzo di marcantonio del «Bigio» giace sempre con un braccio rotto in un magazzino del Comune. Vero è che il colossale giovane nudo, opera di Arturo Dazzi del '32 elogiata da Mussolini, ha simboleggiato il fascismo e a guerra finita fu rimosso non senza aver avuto il tempo di far passare il retrostante bar Impero come «caffè delle chiappe». Bigio è Luigi, ma anche Lello che in bresciano fa «Lelo» e sta per sciocco spregiativamente inteso. Piazza della Vittoria richiederebbe più di un rappezzo. E l'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani promette rimedi «immediati» su tutti i fronti, spingendosi a farne il passo decisivo per la pedonalizzazione di piazza Paolo VI, che le fa il paio al di là di via X Giornate. «Aspettiamo di recuperare il piano inutilizzato all'ingresso del parcheggio sotterraneo - spiega - per destinarlo ai residenti e pedonalizzare subito piazza Paolo VI». Anche «prima del parcheggio sotto il Castello», e chissà cosa ne penseranno i commercianti che non più di dieci giorni fa sono stati categorici con il sindaco Adriano Paroli: «Prima il parcheggio sotto il Cidneo, poi le pedonalizzazioni». QUANDO PARLA di piazza Vittoria, «urgenza» è la parola di Labolani. Promette che presto l'Arengario sofferente sarà ripristinato e che il Bigio tornerà davanti al «caffè delle chiappe». Assicura che nelle opere complementari della stazione Vittoria del metrò c'è «il progetto per il recupero dell'intera piazza e anche per il risanamento dell'Arengario». E poi «toglieremo tutte le auto come da richiesta della Sovrintendenza ai beni ambientali e rimetteremo il Bigio al posto originario, davanti al caffè Impero», promette l'assessore. I tempi sono fissati. Una volta chiuse le opere complementari entro la fine del 2012, si darà corso alla realizzazione del progetto per la piazza, che nel frattempo Brescia Mobilità avrà preparato. Nel 2013 aprirà il cantiere, ma «ciò che si può fare anche prima, si farà». Forse si farà il restauro del Bigio per riportarlo al suo posto con l'avvio del Metrobus a dicembre dell'anno prossimo. Doveva tornarci a fine 2009, ma col cantiere del metrò... «I privati che si erano proposti ai tempi della Giunta Corsini si sono tirati indietro - spiega Labolani -, ma abbiamo trovato altri pronti a sostituirli». Il colosso di pietra avrebbe bisogno di un intervento stimato a suo tempo in 147 mila euro. E pare che trovarli non sia un problema. Serviranno anche i soldi per l'Arengario, e a quelli bisogna pensare. Ma l'assessore ai Lavori pubblici non ne fa un problema. Quel palco di pietra per gli oratori mostra crepe vistose. Una disarticola impietosamente la spalla di un legionario e gli scivola lungo il fianco. Un'altra scende fino alla base aprendo un varco tra il corpo di un guerriero e il suo scudo posato a terra. Una terza taglia le gambe a tutti in orizzontale. La pietra rosa di Tolmezzo sembra soccombere all'aria e ai tempi moderni. Ci sarà da lavorare parecchio per restituirle l'antica «forza» di Brescia.
BRESCIA - Crepe e degrado, l'Arengario è senza forza
L'Arengario di piazza Vittoria a Brescia è in cattive condizioni e rischia di crollare. L'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani promette che l'intervento inizierà a breve e che il Bigio, un colosso di pietra, tornerà al suo posto originario. Il Bigio è stato rimosso nel 1945 e il suo restauro è stato stimato a 147 mila euro. Labolani promette anche la pedonalizzazione di piazza Paolo VI e il recupero dell'intera piazza Vittoria, compreso l'Arengario. Le opere saranno completate entro la fine del 2012 e il cantiere aprirà nel 2013.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo