Melegari (Ance): "Non può essere che una zona della città va veloce e le altre stanno ferme" "La valorizzazione del nuovo ambito dovrà coordinarsi con le altre parti del Psc" I costruttori vanno allattacco dellaccordo per la costruzione della nuova sede Ducati e per la trasformazione dellarea attuale fabbrica che verrà «riconvertita alluso urbano», cioè trasformata in case, negozi e uffici. A pochi giorni dal tripudio di folla che ha accolto Valentino Rossi, e dallannuncio dell ad Gabriele Del Torchio che ha assicurato: «Ci sposteremo solo di 300 metri, giusto dallaltra parte della via Emilia», il Collegio costruttori analizza il nuovo protocollo siglato da Comune, Provincia, Regione, Ducati Motor e Consorzio cooperative costruttori. Due i punti critici: la nuova estensione dellarea, che non si limiterà più ai terreni oggi occupati dalla Ducati, ma comprenderà altri lotti (si parla dellIpercoop e della sede della Ducati Energia) e il limite alla costruzione di case, fissato nellintesa dellaprile 2009 e cancellato oggi con un tratto di penna. «Non ci deve essere una zona della città che corre velocissima e tutte le altre che restano ferme - dice Luigi Amedeo Melegari, presidente di Ance Bologna - per questo la valorizzazione del nuovo ambito dovrà coordinarsi con le altre parti del Psc, cioè con le costruzioni che sorgeranno nelle aree ferroviarie ed ex militari. Anche per questa zona, bisognerà tenere conto delle esigenze del mercato e delle scelte urbanistiche generali». La parola chiave è dimensionamento: il Psc approvato durante la giunta Cofferati prevedeva 8 mila nuovi alloggi in tutto da costruire a Bologna in 15 anni, tra aree di nuova costruzione e recupero dellesistente (come nel caso della Ducati). Il primo accordo con la Ducati Motor prevedeva che questo limite venisse rispettato da tutti («le potenzialità insediative dellintervento dovranno essere definite con riferimento al dimensionamento del vigente Psc» recitava il primo protocollo) e limitava larea a «sito attualmente occupato dallo stabilimento». Nella nuova versione, pubblicata sullalbo pretorio del Comune, questi due passaggi vengono cancellati e sostituiti dalla dicitura: «Il trasferimento della Ducati dalla attuale sede può consentire di attivare nuovi processi di riqualificazione urbana che investano, quanto a positive ricadute sul territorio, lintera "situazione Borgo Panigale" individuata dal Psc». Per le «potenzialità insediative», cioè per le nuove case, rimangono i criteri di «sostenibilità ambientale, territoriale ed economica», senza più riferimenti al dimensionamento. «La scelta di una procedura straordinaria per il nuovo stabilimento dellazienda è positiva, trattenere la Ducati a Bologna è un valore per tutta la comunità - dice Melegari - mentre con le attuali procedure, una variante al Psc approvata dal nuovo Consiglio comunale avrebbe comportato un altro anno di tempo. Tra laltro questo rappresenta una critica implicita al dimensionamento fissato dallattuale Psc. Superare questo limite è positivo, solo larea della Ducati potrebbe ospitare fino a 700 nuovi alloggi, contro i 500 previsti in totale per tutte le aree da riqualificare. Però non ci può essere una zona di città che si sviluppa con un ritmo diverso dalle altre». Sul dimensionamento i costruttori diedero battaglia nel momento dellapprovazione del Psc, ma il Comune non accettò la richiesta di alzare la soglia prevista di 8 mila nuove case di cui 2 mila di edilizia pubblica.