Inceneritore: Sesto, Campi, Calenzano e Signa si oppongono contestando la politica di Rossi sul futuro dellaeroporto Il presidente della Regione incassa lok di DAlema sulla sinergia con Pisa SE ne parla del 1997. Ora ci siamo arrivati. Il 29 marzo lassemblea straordinaria dei rispettivi soci renderà ufficiale la fusione Quadrifoglio-Safi. Poi sarà più spedito pensare alla costruzione dellinceneritore di Case Passerini, più facile trovare il partner industriale per costruire e gestire limpianto, ruolo a cui già si sono candidate Hera e Veolià, più realistico contribuire al consorzio Helios che parteciperà alla gara per il gestore unico dei rifiuti dellAto centro (lambito territoriale ottimale che comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia) e in cui entreranno, oltre a Quadrifoglio-Safi, lempolese Publiambiente, lAsm di Prato, lAer di Pontassieve, il Cis di Montale. Un passo in avanti, quello di ieri, quando 8 soci su 12 (Firenze, Scandicci, Fiesole, Bagno a Ripoli, San Casciano, Greve, Impruneta, Tavarnelle, ma senza Sesto, Campi, Calenzano e Signa) hanno deciso per linglobamento di Safi dentro Quadrifoglio e si sono impegnati a fare gli atti necessari per arrivare alla conclusione del 29. «Una decisione non unanime», ammette il presidente di Quadrifoglio, Giorgio Moretti che insieme allad Livio Giannoti illustra la fusione. «Ma il no della Piana - rassicura - è un no politico e non contro lazienda e la politica non ci compete. La fusione ottimizzerà le risorse, aumenterà lefficienza. E propedeutica alla gara per il gestore unico dellAto». Quanto allinceneritore Moretti dice: «Siamo alla fase definitiva della gara per la newco». Quella, a maggioranza pubblica ma con partner privato, che costruirà e gestirà limpianto che doveva, come ricorda Giannotti, essere pronto nel 2007. Invece, ben che vada, entrerà un funzione nel 2015 per diventare regolare nel 2016. Ben che vada. I malumori della Piana non promettono molto di buono. Visto lo scambio pista parallela-fusione-inceneritore già avvenuto e visto che pista e inceneritore sono sul territorio di Sesto, potrebbero, a pista decisa, fermare limpianto? Il sindaco di Sesto Gianassi spiega il no di ieri: «Abbiamo chiesto agli altri sindaci di schierarsi con noi e di chiedere al presidente della Toscana Rossi di fermarsi. Non perché debbano pronunziarsi sulla pista ma per una questione di metodo che prima o poi potrebbe riguardare anche loro. E perché nel protocollo del 2 agosto 2005 firmato dallallora presidente della Provincia Renzi e dai sindaci di Firenze, Sesto e Campi si premetteva che se si faceva linceneritore non si poteva aggiungere niente altro». Ma «una cosa è la fusione e altra laeroporto», sintetizza la decisione di procedere il sindaco di Scandicci Simone Gheri. La fusione è a maggioranza ed è fatta. Ma il futuro dellinceneritore? «Allo stato attuale delle nostre conoscenze giuridiche non ci sembra che i Comuni possano bloccare lopera», dice Moretti. Neanche Gianassi si pronunzia sulla possibilità di eventuali stop. Ma non nega quella di rallentamenti: «Landare contro di noi non sveltirà sicuramente il processo». I comuni potrebbero sollevare eccezioni. «Sono certo del loro senso di responsabilità», esorcizza il problema Moretti. «Abbiamo progettato un impianto al massimo della sicurezza, cosa chiedere di più?» spiega Giannotti. Intanto il presidente della provincia Barducci, che oggi presenterà una posizione comune sul Pit dei Comuni della Piana e le province di Firenze e Prato, dà ragione ai sindaci: «La pista parallela compromette in modo sostanziale le previsioni urbanistiche della Piana».