Due lettori che, giustamente, la buttano sul ridere. E una riflessione su come si è arrivati alla farsa Caro Colaprico, è Carnevale! E se andassimo tutti davanti a Palazzo Marino mascherati da Batman? Allegri saluti, Guido Ruzzier Offresi open space a Batman nostrano desideroso di condividere disagi, mancanza di parcheggi , di pulizia stradale, caos serale da movida e totale disinteresse della Locale in zona limitrofa Corso Como. Si richiede: ottima raccomandazione politica, conoscenze altolocate e corsia privilegiata istituzioni. No perditempo. Donatella De Giorgi Qualcuno, in questi anni di delirio collettivo e di imbrogli spiccioli, accusa i giornalisti di guardare dal buco della serratura. Però, molto spesso, il problema non sta in chi si piega davanti a una porta, ma in chi dietro quella porta, che crede chiusa e a prova di «spia», confonde privato e pubblico. Nessuno di noi ha ordinato a Silvio Berlusconi di fare il premier, ma una volta che fai il premier comportati da uomo, questo lo si può almeno pensare e dire, o no? Così, a molti chilometri psicologici di distanza, possiamo o non possiamo dire a Letizia Moratti che è troppo amica dei cementificatori e poco delle periferie, o no? Le colpe dei padri (delle madri) e quelle dei figli ci porterebbero dentro discorsi troppo seri e delicati, infatti i due lettori ci scherzano sopra. E, detto per inciso, più che la casa di Batman (la Bat-caverna), il tipo di struttura confezionato su misura per il trentaduenne figlio del sindaco ricorda la casa di Diabolik. E questo Infante-Diabolik è una specie di sintesi umana del piano edilizio milanese: paghi un minimo, anche in ritardo, chissenefrega, se hai amici. Vince chi può. Vince chi conta. Tanto che un capannone industriale si trasforma in un medioevo con piscina, palestra e persino poligono di tiro. E questa Milano, che si è sempre ri-creata, ri-generata, sino alla Milano da bere, scopre la sua nuova cifra: lapparenza. Dagli anni Ottanta qualche cosa sembra essersi perso, per sempre: è lo stile. Fosse il mio, di figlio, sarei un minimo preoccupato per Diabolik, ma i Moratti sapranno molto meglio di tutti noi se questo giovanottone, che si proclama innocente, può stare meglio in un consiglio damministrazione o al bancone di un bar. Non abbiamo però osservato queste vite dal buco della serratura. Purtroppo molto, moltissimo, avviene alla luce di un sole giaguaro: senza vergogna, anzi, con unimmensa prosopopea. Mamma mia, se questa non è diventata davvero la Città di m.
MILANO - URBANISTICA. La casa di Batman e lo stile di Diabolik
Due lettori si scherzano su come Silvio Berlusconi, il figlio di Letizia Moratti, possa essere un leader. Si parla di come la politica e la vita privata si confondano. Un altro lettore si scherza su come la città di Milano sia diventata una specie di "città di Diabolik", con case e strutture costruite in modo eccessivo e costoso. Si parla anche di come la politica e la vita quotidiana si confondano, con i politici che si presentano come se fossero persone comuni. La città di Milano è descritta come una specie di "città di m", dove tutto è possibile e nulla è veramente importante.
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